Il sistema di governo locale

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6 nella quale fanno accesso al potere nuove forze politiche e sociali, alternative a quelle che guidano il governo nazionale etc. Il fascismo, invece, fa registrare un netto taglio di prospettive evolutive in seno a tale tematica, anzi, si caratterizza per il tendenziale progressivo assorbimento degli enti locali nell’orbita dell’ordinamento statale. Sono compressi gli spazi di autonomia politica da questi conquistati nel regime liberale; la loro sfera di discrezionalità amministrativa si riduce in modo consistente; il tutto può agevolmente sintetizzarsi nella soppressione di tutti gli istituti democratici. La successiva fase della storia dei poteri locali in Italia inizia nel secondo dopoguerra, con il ripristino dell’ordinamento democratico e l’emanazione della Costituzione repubblicana del 1948 12 ; quest’ultima segna un forte elemento di discontinuità sul piano dei principi regolatori dei poteri locali, principi però, che per vederli operanti dovrà attendersi almeno un quindicennio. I tratti essenziali della disciplina costituzionale possono brevemente, ma non esaustivamente, riassumersi in: art.5: che inserisce tra i principi fondamentali dell’ordinamento quello dell’autonomia locale; art.114: stabilisce che la Repubblica si riparte in Regioni, Province e Comuni; gli artt.115 e 128: riconoscono questi enti come autonomi; 12 Vesperini, I poteri locali.

Anteprima della Tesi di Francesca Fossatelli

Anteprima della tesi: Il sistema di governo locale, Pagina 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Francesca Fossatelli Contatta »

Composta da 113 pagine.

 

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