Differenze di genere nelle emozioni della rivalità: gelosia e invidia

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13 Tutti questi moduli pur essendo relativamente autonomi tra loro, sarebbero coordinati gerarchicamente. La mente umana, però, oltre ad avere una certa organizzazione innata, è capace di apprendere e, quindi, di assemblare nuove procedure che potrebbero essere incongruenti con quelle preesistenti. Questo comporta dei problemi di coordinazione in un sistema modulare che costruisce continuamente nuove parti di sé. Nasce così, l’esigenza di processi che abbiano la funzione delle emozioni. Esse, infatti, portano questi problemi a livello di coscienza e, in questo modo, permettono all’individuo di usare un modello di sé, per cercare di coordinare i nuovi elementi con le parti esistenti del sistema mentale (Oatley e Johnson-Laird, 1983). Un secondo gruppo di teorie (Ekman, 1984; Argyle, 1975; Oatley, 1997; Johnson-Laird, 1987), può essere definito teorie differenziali (Galati, 1993), in quanto ritengono sia possibile identificare categorie emozionali differenziate, alcune delle quali sono primarie e altre, invece, secondarie.

Anteprima della Tesi di Alessandra Vatinno

Anteprima della tesi: Differenze di genere nelle emozioni della rivalità: gelosia e invidia, Pagina 10

Tesi di Laurea

Facoltà: Psicologia

Autore: Alessandra Vatinno Contatta »

Composta da 120 pagine.

 

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