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La programmazione dei Fondi strutturali 2000 - 2006: I "Progetti Integrati Territoriali"

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10 Tutto ciò porta l’offerta di politiche pubbliche centrali per lo sviluppo locale ad arricchirsi  di  nuovi  strumenti,  che  presuppongono  un  inedito  e  impegnativo  protagonismo  progettuale, gestionale e finanziario da parte dei territori e delle società locali.  La  “nuova”  politica  economica  per  il  Mezzogiorno  non  solo  riconosce  l’esistenza  di  contesti territoriali interni al Sud con potenzialità differenti, quanto si pone esplicitamente  l’obiettivo  di  assecondare,  accompagnare,  incentivare  prioritariamente  le  aree  “in  movimento”, ovverosia  i sistemi socio‐istituzionali  locali che “lavorano” per  lo sviluppo  attraverso  la produzione autonoma di beni pubblici  che abbassano permanentemente  le  barriere alla crescita imprenditoriale e all’accessibilità economica locale.  Il successo rapido, l’esplosione di interesse verso questa nuova concezione dello sviluppo  locale  e  verso  la  crescita  “dal  basso”,  non  sarebbero  stati  possibili  senza  i  fatti  congiunturali  verificatisi  nella  situazione  economica  e  sociale  dell’Italia  e  senza  alcune  delle  trasformazioni  strutturali che hanno  interessato gli assetti produttivi e  istituzionali  del paese negli ultimi quindici anni.  La  fine dell’intervento  straordinario è dunque  l’inizio di  tutti  i  cambiamenti. Finisce nel  1992  l’epoca  degli  interventi  pensati,  decisi  e  gestiti  dall’alto,  interventi  che  deresponsabilizzano le Regioni, Enti locali e società civile meridionali, che muovono dalla  sfiducia nelle classi dirigenti meridionali di determinare da sé  il proprio  futuro. Al di  là  del giudizio storico sugli  indubbi risultati di crescita,  intervento straordinario e passività  della  società  meridionale  sono  due  elementi  che  si  tengono  indissolubilmente  e  s’influenzano reciprocamente.  Anche  a  Bruxelles  si  opera  un  cambiamento  nelle  politiche  di  coesione,  a  partire  dal  programma  1994‐99,  e  le  risorse  europee  vengono  sempre  più  indirizzate  verso  le  “Iniziative  locali per  lo  sviluppo  e  l’occupazione”,  che  impongono  la mobilitazione dal  basso  di  energie,  risorse,  competenze,  saperi.  Le  politiche  comunitarie  sembrano  incoraggiare (anche se non sempre coerentemente) quanto sta avvenendo a livello locale.  La concertazione diventa  il metodo naturale delle nuove politiche di sviluppo dal basso.  Anche a  livello  locale si  replica  il modello concertativo e anche  in questo caso gli effetti  sono positivi. 
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Informazioni tesi

  Autore: Eustachio Stefano Tarulli
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Umberto Triulzi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 317

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