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La programmazione dei Fondi strutturali 2000 - 2006: I "Progetti Integrati Territoriali"

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9 Il  territorio,  in questa nuova  concezione, perde  i  suoi connotati di «spazio astratto della  teoria microeconomica  standard» per divenire uno  «spazio  attivo,  concreto,  relazionale,  vitale, che “dà radici” ai processi di sviluppo economico».  Tramonta  così  la  via  canonica  e  tendenzialmente  unica  allo  sviluppo  –  la  one  best way  fordista basata sulla grande impresa integrata e sulla produzione standardizzata di massa  – mentre emergono i plurimi approdi allo sviluppo locale.  Il Mezzogiorno però è la sezione del paese dove con meno evidenza si riscontrano le tracce  di  questa molteplicità  di  sentieri  di  sviluppo  perché  la  lunga  stagione  dell’intervento  straordinario ha  finito da un  lato per  offuscare  le vocazioni  territoriali  e, dall’altro, per  deresponsabilizzare le autonomie istituzionali e le classi dirigenti locali verso i bisogni di  sviluppo delle  singole  aree. Per  le politiche di  intervento,  il Mezzogiorno  è  stato  fino  a  pochi  anni  fa  una  grande  e  compatta  macroregione  sottosviluppata  da  aiutare  con  interventi  indifferenziati,  standard,  identici per  tutte  le  regioni, per ogni area.  In questo  quadro  omologato,  le  classi  dirigenti  meridionali  hanno  orientato  le  proprie  azioni  soprattutto verso  l’attività di  intercettazione e drenaggio di  risorse pubbliche  centrali di  qualunque  tipo, a prescindere dall’effettiva utilità  sociale  e dalla  coerenza  con  i bisogni  socioeconomici delle comunità  locali, cosicché  tutto si è appiattito sulla media, non sono  emerse le specificità territoriali, né si sono percepite vocazioni territoriali e potenzialità di  crescita spazialmente differenziate.  La «grande  svolta» della politica economica nazionale dei primi anni novanta, connessa  soprattutto al drastico contenimento dei trasferimenti finanziari necessario per conseguire  il  risanamento del bilancio pubblico e alla  soppressione dell’intervento  straordinario, ha  cambiato notevolmente lo scenario di riferimento per il Mezzogiorno.  Innanzi  tutto,  si  assottigliano  i margini per una  continuazione della  “crescita  a debito”,  ossia per una domanda di  trasferimenti pubblici  con  elasticità  tendenzialmente  infinita.  Risorse  relativamente  scarse  rispetto  al  passato  “costringono”  in  qualche modo  a  una  graduazione delle  richieste dal Mezzogiorno e dalle  sue  regioni. Nel  frattempo, proprio  perché scarse, cresce l’attenzione e l’orientamento all’efficienza e all’efficacia delle risorse  pubbliche disponibili. 
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La programmazione dei Fondi strutturali 2000 - 2006: I "Progetti Integrati Territoriali"

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Informazioni tesi

Autore: Eustachio Stefano Tarulli
Tipo: Tesi di Laurea
Anno: 2004-05
Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
Facoltà: Scienze Politiche
Corso: Scienze Politiche
Relatore: UmbertoTriulzi
Lingua: Italiano
Num. pagine: 317

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