Il nuovo profilo dell'abuso di mercato: la punibilità dell'outsider trading

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Non dissimile dalla truffa è poi il delitto di aggiotaggio; tuttavia si tratterebbe, in questo caso, pure “di frode collettiva, una trappola tesa al gran pubblico” 23 . Mentre la figura comune di reato (l’aggiotaggio comune di cui all’art. 501 c.p.), caratterizzata da dolo specifico, può essere commessa da chiunque, il legislatore ha predisposto due ulteriori forme di reato proprio. Relativamente alle società di capitali e cooperative, l’art. 2628 c.c. contempla l’aggiotaggio societario, cioè le manovre fraudolente compiute da membri interni (amministratori, direttori generali, sindaci e liquidatori) al fine di influenzare il valore dei titoli della società; rispetto al reato comune, viene garantita una tutela all’andamento del mercato borsistico: de facto, dunque, una protezione per l’investitore (che è infatti – nell’ottica paternalistica ma pragmatica del legislatore – parte debole del contratto). L’incriminazione tutela infatti “l’interesse generale alla regolare formazione del prezzo dei titoli sul mercato, che può essere fuorviato dalla diffusione di voci interessate al rialzo o alla diminuzione” 24 . Poiché questa considerazione può essere svolta anche in relazione all’i.t., è più che lecito accogliere il dissenso di quanti 25 ravvisano l’illogicità di una duplicazione normativa, che in particolare discriminerebbe fra una tutela penale “completa” in quanto perseguibile d’ufficio (appunto l’aggiotaggio societario), ed una invece “incompleta” (quale sarebbe l’i.t.) in cui la persecuzione del reato viene rimessa alla discrezionalità della società 26 . Questo contrasto pone, ovviamente, “intricati problemi di concorso di norme con le preesistenti disposizioni penali in materia”. A titolo puramente esaustivo, si ricorda la fattispecie dell’aggiotaggio bancario (art. 98 L. Bancaria e art. 138 d.lgs. 385/1993), in cui “l’interesse tutelato consiste nella fiducia nella stabilità dell’ordinamento economico soprattutto nella prospettiva della solidità del sistema creditizio, che può essere compromessa gravemente dalla circolazione di notizie false o comunque esagerate concernenti le aziende, e quindi atte a turbare il mercato dei titoli e dei valori” 27 . La disciplina (da cui risulta per altro il requisito del dolo generico) fa chiaro riferimento all’obiettivo di stabilità del sistema bancario, ed è dunque speciale rispetto al più generale divieto di i.t.: per questo motivo valgono considerazioni analoghe a quelle svolte in tema di aggiotaggio societario. La peculiare figura dell’aggiotaggio su strumenti finanziari (art. 2637 c.c.) verrà approfondita infra § 1.5, in riferimento all’intervento della direttiva Market Abuse (dir. 2003/6/CE) sul fenomeno della 23 F. ANTOLISEI, Manuale di diritto penale: parte speciale, Giuffrè, 1997, p. 656. 24 E. FORTUNA, Manuale, cit. 25 Sul punto L. FOFFANI, La nuova disciplina penale dell’insider trading e delle frodi del mercato mobiliare, in Dir. pen. econ., 1991, pp. 928 ss. nonché S. SEMINARA, Insider trading, cit., p. 13. 26 Alla società è rimessa infatti la decisione in termini di presentazione di un’ulteriore domanda giudiziale per la restituzione di quanto indebitamente percepito grazie all’abuso dell’informazione riservata, nds. 27 E. FORTUNA, op. loc. ult. cit. 7

Anteprima della Tesi di Jacopo Busnach Ravenna

Anteprima della tesi: Il nuovo profilo dell'abuso di mercato: la punibilità dell'outsider trading, Pagina 7

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Jacopo Busnach Ravenna Contatta »

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