Analisi antropologica di un racconto di vita

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18 concettuale, un principio metodologico che faccia da guida per l’osservazione e lo studio delle culture, si rivela essere la condizione indispensabile perché si sviluppi la ricerca antropologica. Accantonando le sue implicazioni filosofiche, dunque, resta il principio: la condotta degli individui deve essere compresa e poi spiegata in base alle norme e al sistema di valori da essi riconosciuto (ed al quale essi fanno riferimento). (Matera 1998. cit. pagg 19-20) A partire da questo principio l’antropologia interpretativa ci permette di caratterizzare il racconto di Thomas come qualcosa di costruito, generante una “finzione”, mentre l’antropologia linguistica ci permette di utilizzare procedure che ci aiutano a decostruire e ricostruire il gioco linguistico instauratosi tra i partecipanti di questa narrazione. In questo senso è utile assumere, come indica Malighetti, una prospettiva ermeneutica che implica: “Riconoscere, da un lato, che le espressioni e le azioni umane contengono una componente significativa, riconosciuta dal soggetto che vive in un certo sistema di valori e di significati; dall’altro che le scienze interpretative sono costituite da modelli che costruiscono i referenti…gli strumenti utilizzati rimandano alla problematica della circolarità: fra parti e tutto, fra familiarità ed estraneità , fra partecipazione di senso e comprensione, fra soggetto ed oggetto, fra particolare e generale. La comprensione diventa mediazione fra polarità: fra empatia e “distacco”, fra “costruzione” e “rispecchiamento”, fra “epoche” e “soggettività”. 16 Indagare la “storia di vita” di Thomas acquista un significato ermeneutico perché equivale a rileggere non solo la sua storia personale ma a partire da quella (“sulle sue spalle”, come direbbe Geertz), ricostruire una lettura più generale del mondo culturale nel quale egli è immerso: il suo villaggio d’origine, la sua famiglia, il carcere. Thomas ci permetterà di costruire una storia, la quale tuttavia non è l’unica realtà; sarà un’interpretazione mediata da una pluralità di voci e di sovrainterpretazioni: quella di Thomas protagonista della storia; quella di Bertand, Caronte privilegiato di mediazione linguistica e culturale; quella del ricercatore che ne farà la confezione e la rilettura, ed in ultimo la mediazione tra Bertand ed il ricercatore, che si accorderanno su un significato comune tramite la negoziazione di concetti di due culture differenti alle quali appartengono. Ora tutto questo lavoro sul testo secondo il quadro dell’antropologia interpretativa da origine ad una “finzione”, non nel senso dell’irrealtà dei contenuti, ma in quello per il quale ognuno dei partecipanti alla costruzione del testo etnografico inserisce nel racconto parte della propria rilettura non solo dei fatti bruti, ma anche della propria cultura in generale complicando il discorso in una reinterpretazione dei propri valori culturali per giustificare o dare credito alle proprie azioni. 16 R. Malighetti, Il filosofo e il confessore: Antropologia ed ermeneutica in Clifford Geertz. Unicopli Milano 1991

Anteprima della Tesi di Luca Villa

Anteprima della tesi: Analisi antropologica di un racconto di vita, Pagina 13

Tesi di Specializzazione/Perfezionamento

Autore: Luca Villa Contatta »

Composta da 174 pagine.

 

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