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Gli strumenti giuridici per la cooperazione transfrontaliera italo-francese

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1 CH.DE VISSCHER, Problèmes de confins en droit international public, Pedone 1969. 2 P.-M. DUPUY, La coopération transfrontalière et le droit international, AFDI 1977op cit pp. 837-860. Le difficoltà verso la creazione della Convenzione La Convenzione Quadro europea sulla cooperazione transfrontaliera delle Collettività e Autorità Territoriali fu stata sottoscritta a Madrid il 21 maggio 1980, sedici anni dopo che l'idea era stata lanciata dall'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa(3). La sua caratteristica principale risiede nell' essere diretta ad uso esclusivo della cooperazione transfrontaliera(4). Essa però non è creatrice di un diritto direttamente applicabile agli Stati, in quanto l'impegno da essi assunto si limita a "facilitare e promuovere la cooperazione transfrontaliera tra le collettività o autorità territoriali " oltre che "la conclusione degli accordi e intese che si renderanno necessari a tal fine, nel rispetto delle norme costituzionali proprie di ciascuna parte" art.1. La Convenzione quadro quindi entrò in vigore il 22 dicembre 1981 ed è stata eseguita dalla Francia il 15 maggio 1984 e dall'Italia il 30 giugno 1985. In seguito il governo francese e italiano, desiderosi di contribuire al rinforzo delle relazioni tradizionali di cooperazione transfrontaliera, nel quadro dell' integrazione europea, hanno firmato a Roma, il 26 novembre 1993, un accordo quadro concernente la cooperazione transfrontaliera tra le collettività territoriali. È con legge del 5 luglio 1995 e con il decreto n 96-8 del 2 gennaio 1996 che questo accordo quadro è divenuto esecutivo in Italia. Nonostante i suoi limiti, la sua importanza risiede nel fatto di dare una veste giuridica alle numerose iniziative di cooperazione frontaliere intavolate dalle collettività locali situate a ridosso della frontiera italo francese(5). L'attivismo in materia di politica estera da parte delle collettività territoriali costituisce infatti un fenomeno del tutto spontaneo che si è sviluppato nel corso degli anni per ragioni pratiche. Legati per la storia del popolo, dalle tradizioni e dalla cultura, complementari in termini di territorio e economia, l'Euro- regione italo-francese delle Alpi Marittime ha conosciuto un numero impressionante di contatti tra comuni, dipartimenti e autorità pubbliche e private dei due Stati, i primi risalenti alla fine della seconda guerra mondiale(6). 3 R.LOCATELLI, La décentralisation de la coopération transfrontalière en Europe, Pouvoirs, 1981, p 60. 4 A.M. CALAMIA, Sul ruolo degli enti minori in materia internazionale: la convenzione sulla cooperazione transfrontaliera del 21 maggio 1980, in Riv Dir.Int.Priv e proc., 1981 p 879. 5. Notizie estrapolate dal sito del ministero dell'Interno. 6. Il problema dell'autonomia delle collettività territoriali, connesso alla riforma del titolo V della Costituzione, verrà trattato nella 3° parte. 8
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Informazioni tesi

  Autore: Elisa Gastaldi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Scienze giuridiche
  Relatore: Ornella Porchia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 75

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