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Le politiche del lavoro in un'ottica di genere

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14 da questi programmi a sostegno dell’occupazione e della formazione femminile, sono rivolte più che altro a creare un nuovo ambito di studio e d’azione, controllando l’applicazione delle Direttive sulla parità, aiutando le donne a prendere coscienza dei loro diritti, migliorando la conoscenza del mondo del lavoro al femminile anche attraverso l’elaborazione di dati statistici disaggregati per sesso, dando impulso alle azioni positive a favore dell’integrazione delle donne nel mercato del lavoro, sviluppando uno scambio di informazioni, armonizzando politiche generali e azioni specifiche, migliorando la posizione sociale delle donne nella società. Nel 1991, poi, all’interno del contesto dei Fondi Strutturali (FS), la Commissione ha avviato l’Iniziativa Comunitaria NOW (New Opportunities for Women) che propone azioni in campi in cui le donne registrano un tasso di partecipazione piuttosto basso e che si rivolge a: giovani disoccupate poco qualificate, disoccupate di lunga durata, donne che vogliono rientrare nel mondo del lavoro, lavoratrici disoccupate o minacciate dalla disoccupazione nelle regioni in ritardo di sviluppo. Il tentativo è quello di una riqualificazione professionale delle interessate, accanto a una serie di misure di appoggio, quali la creazione di strutture di supporto nella cura dei figli. Si tratta di interventi innovativi in quanto da un lato sono i primi a tentare di ridurre la segregazione occupazionale e dall’altro coinvolgono i diversi attori, pubblici e privati, che possono influire sulla condizione femminile nel mondo del lavoro. I progetti e le idee non mancano, ma, poiché per questa materia nel Consiglio è richiesta l’unanimità 13 , la loro realizzazione è in gran parte paralizzata e/o ridimensionata dal veto inglese 14 all’ampliamento delle competenze sociali della Comunità. È in questo periodo che, in mancanza di nuove regole legislative relative al mercato del lavoro (soprattutto in seguito alle resistenze britanniche), si afferma la rilevanza della 13 Neanche con l’Atto Unico europeo il vincolo del voto unanime viene superato, perché le votazioni a maggioranza sono ammesse solo nelle materie riguardanti la salute e la sicurezza dell’ambiente di lavoro (art. 118A), mentre sono esplicitamente escluse quelle relative a diritti e interessi dei lavoratori (art. 100A.2). 14 Negli anni ’80 la Gran Bretagna, arroccata su posizioni neoliberiste ed euroscettiche, si opponeva alla regolamentazione della vita lavorativa, bocciando le ripetute proposte della Commissione, facendosi invece portatrice di istanze di deregolamentazione.
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Le politiche del lavoro in un'ottica di genere

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Informazioni tesi

Autore: Michela Benini
Tipo: Tesi di Laurea
Anno: 2005-06
Università: Università degli Studi di Bologna
Facoltà: Scienze Politiche
Corso: Scienze Internazionali e Diplomatiche
Relatore: ElisabettaGualmini
Lingua: Italiano
Num. pagine: 249

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