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Competenze amministrative e sussidiarietà

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5 Diversi filoni di pensiero vi contribuiscono durante i secoli diciannovesimo e ventesimo. In particolare, le anime culturali che hanno maggiormente collaborato allo sviluppo della dottrina giuridica moderna sulla sussidiarietà sono da far risalire alla dottrina sociale della Chiesa, esplicitata soprattutto nell’Enciclica “Quadragesimo anno” del 1931, al pensiero liberale e a quello federalista; si tratta di tradizioni eterogenee, le quali pongono alla base del principio valori diversi, o comunque non pienamente sovrapponibili. 1.1. Le tre radici del principio di sussidiarietà La dottrina sociale della Chiesa 5 fonda la sussidiarietà sul primato etico della persona rispetto allo Stato, il quale deve lasciare sviluppare spontaneamente le articolazioni della società senza pretendere di assorbirle. Il tema da essa evocato è, quindi, quello dei limiti dell’azione legittima dello Stato. Nel tentativo operato dalla Chiesa stessa di opporsi alla condanna liberale dei c.d. “corpi intermedi” tra l’individuo e lo Stato – condanna che rappresentò, anche se con esiti spesso differenti, una caratteristica costante nella progressiva edificazione degli Stati rappresentativi che, dopo le di sussidiarietà arriva a mettere in discussione la premessa stessa su cui si fonda una certa (e per molti aspetti divenuta storicamente vincente) concezione dello Stato moderno. E’ la concezione di stampo hegeliano che vede lo Stato come compimento assoluto della libertà e fonte di ogni diritto della persona, rispetto alla quale si pone in una posizione di superiorità assiologica» (p. 2). V. altresì F. X. Kauffmann, Il principio di sussidiarietà: punto di vista di un sociologo delle organizzazioni, in AA.VV., Natura e futuro delle conferenze episcopali. Atti del colloquio internazionale di Salamanca, 3-8 gennaio 1988, Bologna, 1988, secondo il quale «ciò che colpisce prima di tutto è l’emergere così tardivo di questo principio di diritto naturale. Perché non si era sentito il bisogno di formulare prima un principio così fondamentale? Questo può essere capito se accettiamo l’idea che la sua formulazione è una reazione contro gli sviluppi caratteristici della società moderna, cioè che l’idea di sussidiarietà non è problematica nelle società tradizionali» (p. 301). E ancora: «Il valore del principio di sussidiarietà – considerato dal lato della efficacia storica – è stato provato meno dall’applicabilità ai casi concreti che non nella sua funzione critica nei confronti delle ideologie individualiste e collettivistiche» (p. 303). 5 La letteratura in materia è assai vasta. Cfr. per esempio L. Violini, Il principio di sussidiarietà, cit., pp. 54 ss.; I. Massa Pinto, Il principio di sussidiarietà: profili storici e costituzionali, Napoli, 2003, pp. 4 ss.; A. D’Atena, Costituzione e principio di sussidiarietà, in Quad. cost., 2001, pp. 14 ss.; dello stesso A., L’Italia verso il federalismo, Milano, 2001, pp. 319 ss; P. De Carli, Sussidiarietà e governo economico, cit., pp. 11 ss.
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Competenze amministrative e sussidiarietà

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Informazioni tesi

  Autore: Sara Cena
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Roberto Caranta
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 293

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Parole chiave

amministrativo
articolazioni territoriali
costituzionale
funzioni
orizzontale
poteri sostitutivi
sussidiarietà
verticale

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