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Società sorvegliata: i nuovi media, privacy e videosorveglianza come strumenti del controllo sociale

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In particolare con i nuovi media questa ‘rivoluzione’ questo mutamento della nostra visibilità nei confronti degli altri, e della società, si fa ancor più notevole. Arriviamo così dritti al problema posto dalle nuove tecnologie che offrono possibilità incredibili dal lato dell’interazione, della velocità, della convergenza, ma altrettanto incredibili sono le loro potenzialità di sorveglianza. In questo modo, la nostra visibilità è mutata e muta ancora, e assistiamo ad un vero e proprio dissolvimento dei tradizionali confini fra sfera pubblica e sfera privata delle nostre vite. Si arriverà così a parlare di quello che è un argomento davvero attuale, e che si sta sempre più definendo come il contrappeso all’incremento delle tecnologie di sorveglianza. Ovvero la privacy. Importante sia come diritto che come concetto. Sulla privacy il dibattito è fortemente acceso, e non tutti gli autori sono spesso disposti a farne il proprio cavallo di battaglia, anzi vi è chi, come Lyon, sostiene che la privacy sia anch’essa strumento del controllo sociale in quanto, seppur valore di riferimento importante, si situa all’interno degli strumenti di reazioni funzionali al sistema della sorveglianza stessa, e quindi di fatto è incapace di un vero mutamento. Certo è che la privacy rappresenta oggi il valore di riferimento, se non per una lotta serrata all’affermarsi delle tecnologie di sorveglianza, lotta a nostro avviso davvero impari, quantomeno per quei diritti che fanno capo alla persona umana, al cittadino, all’inviolabilità e al rispetto del proprio sé, fisico e sociale, come sottolinea molto bene l’opera di Stefano Rodotà. Chiaramente fenomeni come Echelon, di cui ne diamo breve descrizione al capitolo tre, ci mostrano come le tendenze che portano verso una società sempre più sorvegliata siano davvero difficili da frenare, e di come, anche nel campo dell’affermazione del diritto di privacy ancora ci sia molto da fare. I prossimi anni, in questo senso, risulteranno cruciali. L’ultima parte, infine, di questa trattazione riguarda un tentativo di ricerca empirica, attraverso tre brevi interviste, attorno ad un argomento che rappresenta un po’ lo strumento, ma anche il paradigma, storico dell’affermarsi dei processi di sorveglianza; e cioè la telecamera, e quindi la videosorveglianza. Dal panottico, ad Orwell, ad Alan Moore e al suo “V for Vendetta”, l’atto del vedere, dell’essere visti, che sta alla base chiaramente delle tecniche di videosorveglianza ha da sempre suscitato grande interesse. Lo scopo di questa brevissima ricerca sul campo sarà quello di vedere come è utilizzata e percepita oggi la videosorveglianza e soprattutto di far notare come essa ci insegni qualcosa sul nostro passato e in misura considerevole anche sul nostro futuro. Le telecamere sono oggi abituale arredo della città, o almeno delle grandi città sicuramente, quasi nessuno più si scandalizza, o tanto meno pensa di farlo, se vede una telecamera che
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Società sorvegliata: i nuovi media, privacy e videosorveglianza come strumenti del controllo sociale

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Informazioni tesi

  Autore: Francesco Farinelli
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Ferrara
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Marino Cavallo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 116

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