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Le Scuole di dottorato di ricerca: analisi dei modelli e delle problematiche didattico-scientifiche ed amministrative

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1. LIMITI E PRINCIPI SCATURENTI DALLA NORMATIVA DI ORIGINE STATALE. Attualmente non esiste per le Scuole di Dottorato una precisa normativa che detti indicazioni dettagliate per la loro articolazione, ma sono stati introdotti solo dei principi generali, aggiuntivi ai requisiti prescritti per i singoli corsi di dottorato, in modo da orientare l’operato degli Atenei e facilitarne le scelte. Nel seguito si esamineranno in dettaglio queste indicazioni generali, tenendo conto anche della normativa che attualmente regola i singoli corsi di dottorato. Si inizierà quindi con un esame sintetico delle fonti legislative che, in tempi successivi, hanno definito la regolamentazione del Dottorato di Ricerca, per passare successivamente all’esame dei documenti che hanno evidenziato l’opportunità di promuovere l’organizzazione in Scuole e hanno definito gli scopi e le forme generali di tale organizzazione. 1.1 Il D.P.R. 382/1980: l’istituzione del Dottorato di Ricerca. Il dottorato di ricerca viene istituito con il D.P.R. n. 382 del 11.7.1980, il cui art. 68 recita: “E’ istituito il Dottorato di Ricerca quale titolo accademico valutabile unicamente nell’ambito della ricerca scientifica. Il titolo di dottore di ricerca si consegue, a seguito di svolgimento di attività di ricerca successive al conseguimento del diploma di laurea che abbiano dato luogo con contributi originali alla conoscenza in settori uni o interdisciplinari…gli studi per il dottorato di ricerca sono ordinati all’approfondimento delle metodologie per la ricerca dei rispettivi settori e della formazione scientifica. Essi consistono essenzialmente nello svolgimento di programmi di ricerca individuali o eccezionalmente, per la natura specifica della ricerca, in collaborazione anche interdisciplinare, su tematiche prescelte dagli stessi interessati sotto la guida dei docenti e in cicli di seminari specialistici.” I corsi, di durata non inferiore ai 3 anni, erano istituiti dal Ministero su proposta dei Rettori che dovevano specificare: • le modalità di svolgimento; • le strutture utilizzabili; • la disponibilità di un sufficiente numero di docenti notoriamente qualificati nella ricerca scientifica. Il Dottorato di Ricerca fu quindi istituito come strumento di formazione alla ricerca (ispirandosi agli analoghi strumenti di formazione già da tempo esistenti, soprattutto nei paesi anglosassoni) con lo scopo di offrire, attraverso borse di studio, la possibilità a giovani neolaureati di svolgere attività di ricerca scientifica all’interno delle Università. Non erano previste forme di collaborazione diretta tra Università ed Enti esterni, quali aziende di produzione o di servizio, per la istituzione e la gestione, anche scientifica, di borse di studio; pertanto le interazioni dell’allievo con il mondo professionale e/o industriale erano legate soprattutto ad iniziative individuali di singoli docenti, che potevano coinvolgere l’allievo in attività di ricerca industriale di proprio interesse, o a casi isolati, in cui Enti di ricerca non universitari (CNR, EURATOM, ect.) potevano consentire a propri dipendenti l’iscrizione a Corsi di Dottorato, con svolgimento principalmente al proprio interno delle attività di ricerca scientifica. Nella concezione originale del Dottorato la formazione dell’allievo era demandata in maniera quasi esclusiva allo svolgimento di un’attività di ricerca autonoma, mentre le attività didattiche erano limitate a cicli di seminari, escludendo (o almeno non prevedendo esplicitamente) quindi attività formative vere e proprie, quali corsi universitari con eventuale verifica finale. Almeno inizialmente, non era inoltre previsto alcun coinvolgimento diretto dei dottorandi nelle attività didattiche dell’Ateneo (ad esempio, non era possibile dare loro incarichi ufficiali per lezioni/esercitazioni). In attuazione del D.P.R.382/1980 sono stati istituiti, presso tutti gli Atenei italiani, numerosi Corsi di Dottorato i quali, in ottemperanza alle finalità dichiarate dal decreto stesso, erano spesso orientati verso ambiti di ricerca molto specializzati e ristretti. Tuttavia, il che va visto come un aspetto decisamente positivo, dato che i fondi erano di origine ministeriale e non locale, è risultata favorita la creazione di consorzi tra diverse sedi universitarie per la gestione in comune di Corsi di Dottorato i quali, pur nell’ambito di ambiti scientifici molto specialistici, sono quindi diventati il veicolo per forme di collaborazione tra docenti e dottorandi operanti sullo stesso tema in sedi diverse. Il fatto che i Collegi dei Docenti fossero costituiti da docenti provenienti da sedi diverse ha poi 1
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Informazioni tesi

DIRITTO E AMMINISTRAZIONE UNIVERSITARIA
  Autore: Annamaria Manetti
  Tipo: Tesi di Master
Master in
Anno: 2005
Docente/Relatore: Roberto Barsotti
Istituito da: Università degli Studi di Pisa
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 36

FAQ

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