Le Scuole di dottorato di ricerca: analisi dei modelli e delle problematiche didattico-scientifiche ed amministrative

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favorito nel dottorando la possibilità di sperimentare e prendere atto di possibili approcci diversi, spesso complementari, allo stesso problema. 1.2 La legge 210/1998: l’autonomia delle Università Con la promulgazione della l. n. 210 del 03/07/1998 (Norme per il Reclutamento dei ricercatori e dei professori universitari di ruolo: G.U. n. 155 del 06/07/98) è stata attuata una sensibile revisione del Dottorato di Ricerca, i cui Corsi, a partire dall’anno accademico 1999-2000, sono istituiti e banditi in autonomia dai singoli Atenei ed organizzati in base ai relativi statuti. 1 L’art. 4 c. 1, in particolare, ridefinisce ed allarga le finalità professionali del Dottorato stabilendo che ”i corsi per il conseguimento del Dottorato di Ricerca forniscono le competenze necessarie per esercitare presso Università, enti pubblici o soggetti privati attività di ricerca di alta qualificazione”. Le Università, con proprio regolamento redatto in conformità ai criteri generali e ai requisiti di idoneità determinati con decreto Ministeriale, disciplinano: • l'istituzione dei corsi di dottorato; • le modalità di accesso e di conseguimento del titolo; • gli obiettivi formativi ed il relativo programma di studi; • la durata, il contributo per l'accesso e la frequenza; • le modalità di conferimento e l'importo delle borse di studio. 2 Con decreti rettorali sono inoltre determinati annualmente: • il numero di laureati da ammettere a ciascun corso di dottorato; • il numero di dottorandi esonerati dai contributi per l'accesso e la frequenza ai corsi, previa valutazione comparativa del merito e del disagio economico; • il numero, comunque non inferiore alla metà dei dottorandi, e l'ammontare delle borse di studio da assegnare, previa valutazione comparativa del merito. Le Università possono, in base ad apposito regolamento, affidare ai dottorandi una limitata attività didattica sussidiaria o integrativa, che non deve in ogni caso interferire con l'attività di ricerca. In base alla nuova normativa, le Università possono attivare corsi di dottorato mediante convenzioni con soggetti pubblici e privati in possesso di requisiti di elevata qualificazione culturale e scientifica e di personale, strutture ed attrezzature idonei. Sempre tramite convenzioni con Enti o industrie possono essere istituite borse di studio, il cui tema di ricerca può essere vincolato ad argomenti di specifico interesse dell’Ente promotore. Per la stessa macro-area possono essere istituiti molteplici Corsi di Dottorato, ciascuno indipendente dall’altro e dotato di una propria organizzazione interna (di regola un Presidente ed un Collegio di docenti) e di propri finanziamenti. Questo ha di fatto perpetuato e non risolto la eccessiva frammentazione e specializzazione dei Corsi di Dottorato, verificatasi nel primo periodo dalla loro istituzione. Inoltre, il fatto che le borse siano finanziate direttamente dai singoli Atenei ha condotto a privilegiare l’istituzione di Corsi a singola sede, sia per le minori difficoltà amministrative, sia per la ovvia preferenza di ogni Ateneo nel destinare le borse a propri dottorandi. Si sono in tal modo persi molti dei vantaggi connessi con la istituzione di Corsi pluri-sede, spesso sostituiti da Corsi a sede singola, come la possibilità per il dottorando di interagire con approcci alla ricerca diversi. L’amministrazione è generalmente curata da uno dei Dipartimenti cui afferiscono i docenti del Corso di Dottorato, mentre il Collegio dei docenti gode di una completa autonomia per quanto riguarda le attività formative e di ricerca del dottorando. Tale autonomia, giustificabile in linea di principio, ha prodotto nella pratica una notevole eterogeneità di percorsi formativi, anche all’interno dello stesso Ateneo, con conseguente disparità di gestione dei dottorandi. Inoltre, la frammentazione e la localizzazione dei Corsi di Dottorato non ha sempre permesso di tenere adeguatamente in conto le esigenze connesse con l’inserimento dei dottorandi nel mondo del lavoro, sia 1 I corsi possono essere altresì istituiti da Consorzi di Università. 2 Alle borse di studio si applicano le disposizioni di cui all'articolo 6, commi 6 e 7, della legge 30 novembre 1989, n. 398. I criteri per la ripartizione tra gli Atenei delle risorse disponibili per il conferimento di borse di studio sono determinati annualmente con decreto del Ministro 2

Anteprima della Tesi di Annamaria Manetti

Anteprima della tesi: Le Scuole di dottorato di ricerca: analisi dei modelli e delle problematiche didattico-scientifiche ed amministrative, Pagina 3

Tesi di Master

Autore: Annamaria Manetti Contatta »

Composta da 36 pagine.

 

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