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L'usura

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riconducibile ad altre cause previste dall’ordinamento giuridico, anche se nelle fonti romane non si trova la moderna distinzione tra interessi convenzionali e legali, mentre si da rilevanza al mezzo processuale attraverso il quale la pretesa degli interessi può essere fatta valere in concreto. Si distingue fra “usurae quae sunt in obligatione” e “usurae quae officio iudicis praestantur”; tale distinzione non coincide con quella fra interessi convenzionali e legali, per il fatto che fra le “usurae” determinate “officio iudicis” si possono annoverare oltre alle legali anche quelle stabilite dalle parti con semplice patto aggiunto ad un contratto. Per contrastare eventuali tassi troppo elevati, vengono posti limiti alla volontà delle parti vietando il superamento del tasso massimo fissato dall’autorità competente. Il tasso di interesse diventa intollerabile intorno al IV secolo a. C. nonostante vengano promulgate diverse leggi 10 che vietino tassativamente il prestito ad interesse. Non si può dire che il legislatore romano avesse la mano leggera con gli usurai dato che la legge comminava loro una pena pari al doppio di quella stabilita per i ladri 11 . Nell’88 a.C. Silla emana una nuova lex unciaria e successivamente Lucullo impone il divieto dei tassi superiori al 12% e del cosiddetto “anatocismo”, cioè dell’interesse applicato anche agli interessi dovuti dal debitore moroso. Nell’età di Cicerone i tassi 12 diminuiscono notevolmente anche se pare che tassi esorbitanti vengano praticati nelle province di Roma, poiché la metodica spoliazione delle colonie toglie loro ogni forma di ricchezza facendo fluire una gran quantità di denaro a Roma. Nei primi tre secoli dell’impero i tassi fatti pagare ai debitori nelle province variano da 10 Nel 347 a.C una legge impone la riduzione dei tassi d’interesse e ad essa nel 342 a.C. fa seguito la Lex Genucia che vieta tassativamente il prestito ad interesse a tutti i cittadini romani ; tale divieto viene successivamente esteso ai latini e ai soci di Roma. 11 MARCO PORZIO CATONE, De Rustica: “i nostri antichi stabilirono per legge che i ladri fossero condannati a una pena doppia, e gli usurai quadrupla. Di tanto infatti considerarono che l’usuraio fosse peggior cittadino del ladro”. 12 Nell’età ciceroniana pare che l’interesse fosse del 6%. 8
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L'usura

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Informazioni tesi

  Autore: Roberto Mattioli
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Teramo
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Alessandra Giunti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 200

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c. cost. sent. n. 29/2002
confisca
dolo nel reato d'usura
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intercettazioni telefoniche
interessi usurari
l. 28.2.2001 n.24
l. 7.3.1996 n.108
letteratura ed usura
mediazione usuraria
norma penale in bianco
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