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Il rischio elettrico in endoscopia

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Il rischio elettrico nei locali ad uso medico comunque contemplata la possibilità di ustioni per effetto termico. La caratteristica b, in una prima edizione della Norma IEC, corrispondeva ad una caratteristica in continua rappresentata dall’ equazione: I(mA)=10+10/t(s), che riportiamo per osservare che essa ha un andamento analogo a quella della caratteristica di eccitabilità della cellula, con valore asintotico corrispondente alla reobase; essa è stata sostituita, nel 1998, dalla spezzata che appare in figura; il primo termine è il limite per la corrente di rilascio e rappresenta, convenzionalmente, il massimo valore di corrente sopportabile per un tempo indefinito. 4) in zona 4, invece, è prevista una certa possibilità di incorrere nella fibrillazione ventricolare, via via più probabile superando le curve c2 (5%) e c3 (50%). Si possono distinguere, sostanzialmente, tre fasce di intensità di corrente, nelle quali predominano gli effetti delle correnti nella sola muscolatura, gli effetti cardiaci e gli effetti nervosi: zone 2, 3, 4. La curva c1, che delimita la zona di fibrillazione ventricolare mostra che il limite di innesco (probabilità 0%) si ha per una corrente pari a circa 40 mA, per un tempo indefinito, a cominciare da circa 2 s. Vengono assunti in corrispondenza di un tempo indefinito, all’interno della zona 4, i due valori di corrente 50 e 80 mA, ai quali corrispondono, rispettivamente, probabilità dal 5 al 50% di fibrillazione ventricolare. Nel diagramma la curva, compresa tra la b e la c1, rappresenta i valori ammissibili di durata della corrente ed è stata assunta, in sede internazionale, come curva di sicurezza corrente-tempo. In riferimento a questa curva vengono dimensionati i sistemi di protezione contro i contatti indiretti per interruzione automatica dell’ alimentazione. Il diagramma riportato in figura 4 è stato ricavato facendo riferimento al percorso mano sinistra- piedi, è quindi evidente che i limiti di pericolosità variano anche in relazione ai punti di ingresso e uscita della corrente. Per questo motivo è stato definito un “fattore di percorso” che indica la pericolosità dei diversi percorsi seguiti dalla corrente considerando come riferimento il percorso mano sinistra-piedi [2]. Percorso Fattore di percorso Mani - Piedi 1 Mano sinistra - Piede sinistro 1 Mano sinistra - Piede destro 1 Mano sinistra - Entrambi i piedi 1 Mano sinistra - Mano destra 0,4 Mano sinistra - Dorso 0,7 Mano sinistra - Torace 1,5 Mano destra - Piede sinistro 0,8 Mano destra - Piede destro 0,8 Mano destra - Entrambi i piedi 0,8 Mano destra - Dorso 0,3 Mano destra - Torace 1,3 Glutei - Mani 0,7 Tabella 1 : fattori di percorso 14
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Il rischio elettrico in endoscopia

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Informazioni tesi

  Autore: Michela D'antò
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria biomedica
  Relatore: Francesco Gagliardi
Coautore: Ing. Paolo Bifulco
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 130

FAQ

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Parole chiave

correnti di dispersione
endoscopia
endoscopio
impianto elettrico locali ad uso medico
microshock
parti applicate
rischio elettrico

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