L'evoluzione della firma digitale: dal documento informatico all'amministrazione digitale

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digitale nel D.P.R. n.513/97 si è voluto osservare come anche il legislatore europeo abbia posto un notevole interesse su questo argomento. E’ infatti con la direttiva 1999/93/CE che la Commissione Europea istituisce un quadro giuridico per l’uso delle firme elettroniche da recepire negli Stati membri imponendo nuove specie di firma e nuove regole in materia di certificazione delle firma. Si è quindi osservato quali sono state le differenze sottese tra la direttiva europea e l’ordinamento italiano, proprio per evidenziare i diversi intenti e gli obiettivi che hanno mosso i due legislatori. Sono state così analizzate le differenze tra la normativa italiana e quella europea. Fino al recepimento della direttiva europea, la firma digitale era disciplinata con il Testo Unico D.P.R. n.445/2000 che aveva incorporato quasi letteralmente le disposizioni del D.P.R. n.513/97. La necessità di adeguarsi ai dettami della direttiva europea ha portato il legislatore italiano a recepire la direttiva con un decreto legislativo, il n. 10 del 2002. Si è quindi voluto analizzare questo decreto di recepimento e con esso l’introduzione di nuove categorie di firma, anch’esse oggetto di analisi in questo capitolo. Infine si è osservato il D.P.R. n.137/2003 che si è posto come obiettivo quello di creare un coordinamento tra il Testo Unico D.P.R. n.445/2000 ed il d.lgs 7

Anteprima della Tesi di Simona De Matteis

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Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Simona De Matteis Contatta »

Composta da 206 pagine.

 

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