Sezioni unite Torcasio un'altra vittoria del giusto processo

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8 Né può fondatamente sostenersi che la divulgazione del contenuto del colloquio da parte di chi lo ha registrato sia inibita dall’articolo 15 Costituzione, posto che il diritto alla riservatezza, non atteggiandosi, in questo caso, come componente essenziale del diritto alla libertà e segretezza delle comunicazioni, non si pone come valore costituzionalmente protetto e, ove non risulti neppure assicurato da specifiche previsioni della legge ordinaria, cede di fronte all’esigenza di formazione e di conservazione di un mezzo di prova. [Omissis] 4 Ritenuta pertanto, l’ammissibilità della prova documentale, integrata dalla registrazione fonografica di una comunicazione tra presenti (o anche tra persone che si servono di uno strumento di trasmissione) ad opera di uno degli interlocutori o di persona ammessa ad assistervi, va affrontato il tema della concreta utilizzabilità, nel processo, di una simile prova. 4a Non pone problemi particolari il caso in cui la registrazione sia effettuata da un privato e il documento fonografico venga, quindi ad esistenza al di fuori dell’ambito processuale e di ogni attività investigativa e assuma una propria autonomia strutturale rispetto a questi. Non v’è dubbio che in tali ipotesi, la prova rappresentativa, formatasi presumibilmente in maniera spontanea e libera, essendo “precostituita”, ben può essere acquisita al processo ed utilizzata dal giudice ai fini della decisione, perché data la sua genesi è insensibile a qualunque verifica circa il rispetto delle regole in materia di assunzione della prova, regole di cui il privato non è destinatario e che non operano oltre i confini processuali o, quanto alle indagini, oltre quelli procedimentali. 4b Ben più delicato è il caso in cui il documento fonografico sia formato per iniziativa di un operatore della polizia giudiziaria, che occultamente registra il contenuto di una conversazione alla quale partecipa. Emerge immediatamente, in questa ipotesi, una problematica che, prescindendo dalla “teorica” ammissibilità delle registrazioni clandestine a cura del partecipe al colloquio, si focalizza specificamente sulla particolare qualità del medesimo partecipe; non assumono cioè rilevanza il tema della registrazione quale prova documentale e quello connesso della disciplina costituzionale e processuale sulla riservatezza delle comunicazioni; l’attenzione invece, va concentrata sulla legittimità dell’atto compiuto dalla polizia giudiziaria: [Omissis] La pratica investigativa di ricorrere alla registrazione occulta di colloqui che la polizia giudiziaria intrattiene con confidenti, persone informate dei fatti,

Anteprima della Tesi di Angelo Cianchi

Anteprima della tesi: Sezioni unite Torcasio un'altra vittoria del giusto processo, Pagina 5

Laurea liv.I

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Angelo Cianchi Contatta »

Composta da 71 pagine.

 

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