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''Triora e il Paese delle Streghe'' Vita e mutamenti di un borgo dell'estremo ponente ligure

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11 chiesa di San Lorenzo Martire: iniziata a costruire nel 1484 in stile gotico e poi modificata nel tempo ha, sulla facciata, murato un rilievo del 1450 in ardesia, “l’oro nero” della Valle Argentina. Al suo interno varie opere d’arte come la statua lignea dell’Addolorata 6 mentre tra i dipinti si può osservare il quadro raffigurante il Beato Lantrua: un molinese dell’Ordine dei Minori Francescani giustiziato in Cina il 17 febbraio 1816 7 , di cui si può vedere una statua vicino alla parrocchiale. Proseguendo tra le casette ricoperte d’edera ci s’imbatte nel negozio "Bagiue e Lumazze" 8 che già nel nome racchiude i due simboli-interpreti di Molini e di Triora, a cui è legata. La proprietaria è un’artigiana che lavora sia la cera per creare divertenti e coloratissime lumache sia l’ardesia con cui forgia gioielli (in particolare ciondoli) o quadretti dipinti: anche qui non può mancare la figura-icona della strega, come ad esempio la lumaca con il cappellaccio. Appena usciti dall’abitato, dopo una ripida salita, ci si ritrova accanto al cimitero dove spicca il santuario della Nostra Signora della “Muntà”: in stile romanico vi si accedeva da tre grandi porte di cui una riservata ai trioresi. E’ proprio da qui che, alzando gli occhi, si vede l’obiettivo della nostra escursione: Triora è lassù, dominante! E s’incomincia a montare (dal verbo, secondo L. Lanteri, il nome del santuario 9 ) attraversando vecchie campagne a fasce (cioè terrazze sostenute da muri a secco: l’unico modo in Liguria per coltivare sui ripidi pendii), alcune sono ancora coltivate a vigna, altre in abbandono e ci si accorge che tutto intorno la storia non cambia: là dove c’è boscaglia, una volta erano campi coltivati. In autunno inoltrato quella stessa via e quei boschi vengono utilizzati, di mercoledì e domenica, per la caccia al cinghiale: cartelli appesi agli alberi avvertono gli ignari avventori del pericolo. Ogni tanto si alza la testa per vedere la meta e se chi, come me, a Molini, in una fresca serata di metà agosto, ha perso l’ultimo autobus delle 19.45 per Triora, si ritroverà a guardare la cima 6 Festeggiata la seconda domenica di settembre. A Molini la Madonna dei Dolori viene detta "la Madonna che passa l'acqua" poiché nella processione attraversa vari ponti. Ma su questa statua esiste anche una leggenda: il monumento in realtà era destinato a Triora, ma ogni volta che provavano ad imboccare la strada da Molini per giungere in cima si scatenava un forte temporale che impediva ogni movimento: era come se la Madonna non volesse venire a Triora!! 7 Un’urna contenente una parte delle reliquie del santo è collocata sotto l’altare del Sacro Cuore nella Insigne Collegiata di N.S. Assunta a Triora. 8 Tradotto “Streghe e Lumache”. 9 Lanteri, Lorenzo, Toponimi dell’Alta Valle Argentina nella Cartografia settecentesca e negli antichi Statuti comunali,(“Conoscere la Valle Argentina”), Pro Triora Editore, 2002.
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Informazioni tesi

  Autore: Valeria Miceli
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Sociologia
  Corso: Sociologia
  Relatore: Massimiliano Marangon
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 224

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