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L'autonomia finanziaria e contabile delle Università. Un caso pratico: il Politecnico di Milano

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L’art. 33, ultimo comma, Costituzione. Sua collocazione nel quadro delle previsioni e delle ispirazioni costituzionali. La natura giuridica delle Università Le Università trovano espressa previsione e punto di riferimento sicuro nell’art. 33 Cost., ultimo comma, secondo cui “le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato”. Tale norma rappresenta un’innovazione rispetto al passato, rintracciabile nell’aver elevato il principio dell’autonomia al rango delle norme costituzionali e ciò nell’ambito di una costituzione rigida (la quale richiede che le leggi ordinarie siano non solo non difformi, ma soprattutto coerenti con la Costituzione e con le altre leggi ordinarie). C’è da osservare nel merito che la Costituente dedicò poca attenzione alla “questione universitaria”, poiché al centro del dibattito vi erano altri più pressanti problemi, quali il rapporto tra scuola pubblica e privata e soprattutto la scolarizzazione. Lo stesso accenno alle Università, contenuto nel già ricordato comma 6 dell’art. 33, che si aprì successivamente a varie interpretazioni, derivava dal dibattito acceso sul ruolo delle componenti pubblica e privata del sistema. Data la scarsa attenzione dedicata al disposto in parola in seno ai lavori preparatori della Costituzione (da cui consegue anche una povertà di informazioni circa la norma stessa), non è possibile ritenere l’art. 33 u.c. Cost. idoneo né sufficiente, da solo, a far comprendere la configurazione data all’Università dalla Costituzione. Lo studio dovrà di necessità essere rivolto anche ad altre disposizioni costituzionali, prima ancora e più che alle sole concrete soluzioni legislative ordinarie, considerando infatti che la incongruenza 4 di queste ultime rispetto alle norme fondamentali ha spesso inquinato le analisi dedicate all’autonomia universitaria (riprova di ciò è nel fatto che spesso la dottrina si è trovata costretta ad occuparsi in misura maggiore del “modo” in cui tale autonomia si è configurata nel concreto che della sua effettiva definizione costituzionale). L’art. 33 Cost., ultimo comma, può essere compiutamente analizzato, compreso e interpretato solo se posto in stretta correlazione con quegli articoli della Costituzione da cui si desume l’ispirazione di fondo della stessa (artt. 1, 2, 3, 4, 5, 9 Cost.); disposizioni queste che più o meno direttamente possono riferirsi all’Università. Non è di certo questa la sede opportuna per dilungarsi in tema di ispirazioni e ideali democratici emergenti dalla Costituzione. Ma 4 L. Paladin, “Stato e prospettive dell’autonomia universitaria”, in “Quaderni costituzionali”, 1988, I, p. 161 rileva in proposito che “lo iato tra la carta costituzionale e la legislazione statale ordinaria era sin troppo evidente sicché risulta chiaro per quali ragioni durante lo scorso quarantennio le domande di espansione dell’autonomia universitari siano state incessanti”
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Informazioni tesi

  Autore: Simona Massei
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Perugia
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Livia Mercati
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 240

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