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L'autonomia finanziaria e contabile delle Università. Un caso pratico: il Politecnico di Milano

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altrettanto certamente è questa l’occasione in cui sottolineare che “soggetto, fondamento e fine della Costituzione è la persona umana, nei suoi diritti, inviolabili, e nei doveri, inderogabili, ad essa consustanziali” 5 , sia nella sua dimensione individuale che nelle formazioni sociali. Questo pensiero trova la sua consacrazione nell’art. 2 Cost., pensiero per cui lo Stato (nonché le sue articolazioni) deve porsi a servizio della persona garantendo e promuovendone il pieno sviluppo. Ciò è quanto emerge del resto anche dall’art. 3, secondo comma, Cost. (fonte dell’eguaglianza sostanziale) secondo cui: “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.” 6 In tale prospettiva il quadro si completa con le previsioni contenute nell’ art. 9 7 , primo comma, Cost. (“La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica”) e nell’art. 5 Cost. (laddove viene affermato che “La Repubblica […] attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell'autonomia e del decentramento”). Dall’insieme di tali previsioni non dovrebbe esserci nessun dubbio sul fatto che alle Università è inerente una funzione “sociale” tale da condizionare il cuore stesso dell’ evoluzione della collettività. Si può vedere come il termine “Università” sembra sia stato inteso dal costituente come riferito ad una comunità impegnata nell’attività di ricerca, insegnamento, apprendimento (promozione di cultura e ricerca), individuandosi quindi i compiti specifici della stessa nell’attività didattica e scientifica. Compiti questi che acquistano fondamentale rilievo in ordine alla valorizzazione della persona, per lo stesso sviluppo della società civile e per la rimozione degli ostacoli che si frappongono all’effettività dell’uguaglianza sostanziale Per cui, lo sviluppo della persona umana, principale fine del nostro ordinamento, può effettivamente essere conseguito, con il concorso di una pluralità di formazioni sociali, attraverso un processo 5 Nicola Occhiocupo, “Costituzione e autonomia normativa delle Università”, in “L’autonomia universitaria”, Cedam, Padova, 1990, p. 13 6 Sostiene P. Catalano, “Il problema dell’autonomia universitaria nella realtà politica italiana”, in “Autonomia universitaria. Studi sul caso italiano”, Roma, 1978, p. 17, “Se l’autonomia delle università non è da intendersi in senso meramente formale, bensì anche sostanziale, il coordinamento dell’art. 33 u. c. con l’art. 3 fa poi compiere un ulteriore passo in avanti: il legislatore repubblicano è tenuto a utilizzare le Università per rimuovere gli ostacoli […]” 7 F. Fenucci, “Autonomia universitaria e libertà culturali”, Giuffrè, Milano, 1991 “probabilmente quello che viene chiamato sistema di governo e di autogoverno della comunità scientifica nazionale ha il suo unitario fondamento nell’art. 9 della Costituzione”. E’ all’art. 9 Cost. che vengono ricondotte una serie di attribuzioni degli organismi (in primo luogo il CUN) che si inseriscono fra le Università e l’Amministrazione centrale dello Stato.
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Informazioni tesi

  Autore: Simona Massei
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Perugia
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Livia Mercati
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 240

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