L'autonomia finanziaria e contabile delle Università. Un caso pratico: il Politecnico di Milano

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Diritto e limiti di darsi ordinamenti autonomi Occorre soffermarsi ora a chiarire il concetto giuridico di autonomia (anche se la dottrina sostiene da tempo la non univocità del significato di autonomia, ma l’esistenza di una pluralità di significati) in quanto termine utilizzato dal legislatore costituzionale nel contesto delle università. Partendo dalla definizione di tale concetto nell’ambito del diritto pubblico (contesto in cui la autonomia è spesso vista come altra cosa rispetto ad un significato generico di indipendenza e “separatezza”, qualificandosi invece come peculiare rapporto di relazione o situazione di potere), possiamo operare una classificazione essenziale delle autonomie rintracciando una autonomia normativa, intesa come la potestà di enti diversi dallo Stato di emanare norme costitutive dello stesso ordinamento giuridico statale, una autonomia istituzionale intesa come relazione tra ordinamenti, e una autonomia organizzatoria come “figura organizzatoria di sopraordinazione con aspetti derogatori”. 10 In genere il fulcro dell’autonomia di diritto pubblico viene rinvenuto nell’autonomia normativa. Gli atti normativi dell’autonomia consistono in Statuti e Regolamenti, anche se deve sottolinearsi come non necessariamente un soggetto pubblico dotato di autonomia normativa abbia in sé entrambi i poteri statutario e regolamentare. Può in proposito essere riportata ad esempio la situazione dei comuni dotati della sola potestà regolamentare fino alla riforma delle autonomie locali prevista con legge n. 142/1990, art. 2, comma quarto. Statuti e Regolamenti sono norme giuridiche di secondo grado soggette ad appositi procedimenti, controlli, pubblicità. Per quanto concerne in generale l’autonomia finanziaria e contabile, essa può essere vista in modi diversi a seconda del contesto pubblico in cui si inserisce: se attinente ad enti pubblici è “naturale”, mentre se è pertinente ad organi raffigura invece una forma di autonomia organizzatoria. Passando all’autonomia prevista all’art. 33 u.c. Cost., consistente nel diritto delle Università “di darsi ordinamenti autonomi”, deve innanzitutto escludersi che il valore precettivo di tale disposizione si limiti e mantenga ferme le sole (tradizionali) tre figure di autonomia fino a quel momento previste dal Testo Unico n. 1592, 1933, art. 1, comma terzo, in base al quale “le Università e gli Istituti hanno personalità giuridica e autonomia amministrativa 10 L. C. Cadeddu, “L’autonomia”, cit., p. 8

Anteprima della Tesi di Simona Massei

Anteprima della tesi: L'autonomia finanziaria e contabile delle Università. Un caso pratico: il Politecnico di Milano, Pagina 9

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Simona Massei Contatta »

Composta da 240 pagine.

 

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