I delitti aggravati dall'evento

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conseguenza lesiva dell’azione ed è soltanto una entità concettuale: “l’offesa all’interesse protetto dalla norma penale si risolve nella effettiva lesione, o nella semplice esposizione a pericolo 6 , del bene o interesse protetto 7 ”. Esso si configura nel campo puramente intellettivo dei concetti giuridici e può anche non coincidere con una modificazione della realtà naturale. La differenza fra le due concezioni è profonda, perché, l’evento, inteso in senso naturalistico, è un’entità che si aggiunge alla condotta dell’uomo, mentre l’offesa al bene giuridico protetto, è lo stesso fatto umano considerato dal punto di vista della tutela giuridica. Da ciò deriva che l’offesa non sempre si distingue dalla condotta dell’uomo, potendo combaciare con essa; il che avviene nei reati che consistono in una semplice azione od omissione ( reati di pura condotta 8 ). Anche le conseguenze delle due concezioni sono diverse perché, mentre per quella naturalistica l’evento può mancare nel reato, la concezione giuridica lo considera come elemento essenziale. sistema del diritto penale, Padova, 1982, p. 159; Fiandaca-Musco, Diritto penale, parte generale, Padova, 2001, p. 197. 6 L’evento di pericolo è configurabile soltanto nell’ambito di quelle figure di reato che la dottrina tradizionale definisce a pericolo concreto, nelle quali cioè spetta al giudice accertare se una effettiva situazione di pericolo si è verificata come conseguenza dell’azione. I reati di pericolo astratto o presunto, nei quali il pericolo rappresenta ratio dell’incriminazione ma non elemento costitutivo del tipo descritto, tendono invece ad atteggiarsi ad illeciti di mera condotta. 7 Fra i seguaci della concezione giuridica ricordiamo: Pannain, Manuale di diritto penale. Parte generale, Torino, 1962, p. 324; Beccari, La conseguenza non voluta, Milano, 1962, p. 55; Pagliaro, Principi di diritto penale. Parte generale, Milano, 2003, p. 310; Massari, Il momento esecutivo del reato, Milano, 1923, p. 45; Vannini, Manuale di diritto penale. Parte generale, Firenze, 1948, p. 120; Delitala, Il fatto nella teoria generale del reato, 1930, in Raccolta degli Scritti, I, Milano, 1976, p. 163 ss. 8 Nell’ambito dei reati di mera condotta, definiti tali perché privi di un evento cd. naturalistico, a rigore, non è necessario ipotizzare un evento giuridico come risultato che consegue o si aggiunge alla condotta medesima; l’offesa all’interesse protetto non è un’entità materiale che si somma all’azione, ma la stessa azione considerata come confliggente con la norma posta a tutela del bene in questione: in altri termini, la lesione (o messa in pericolo) del bene si immedesima ed esaurisce nella realizzazione della condotta tipica. A ragionare, invece, come pretendono i sostenitori dell’evento giuridico, nonostante l’avvenuta realizzazione della condotta tipica (che nei reati di mera condotta di per sé esaurisce il reato) il giudice dovrebbe ulteriormente verificare l’effettivo impatto della condotta sul bene protetto. Ma così si finirebbe col richiedere un tipo di accertamento che si sovrappone al giudizio di lesività già espresso dal legislatore: infatti, un’azione tipica è veramente tale se lede, quantomeno secondo la valutazione legislativa, il bene oggetto di protezione penale. 6

Anteprima della Tesi di Sonia Di Gialleonardo

Anteprima della tesi: I delitti aggravati dall'evento, Pagina 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Sonia Di Gialleonardo Contatta »

Composta da 149 pagine.

 

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