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Il teatro della non-rappresentazione di Carmelo Bene. Contatti e divergenze con Antonin Artaud

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7 modo.» 8 . Secondo i termini indicati da Aristotele viene infatti intesa la rappresentazione in senso classico: rispetto della triade tempo-azione- luogo, venerazione delle forme e coincidenza del linguaggio con il senso. Prima della questione linguistica in sé, ovvero del rapporto tra la parola e il suo presunto senso, tra il significante e il significato, tra i segni linguistici appunto e i concetti a loro connessi, questione che merita una riflessione specifica e dettagliata, è opportuno soffermarsi proprio sulla concezione imitativa dell’arte, che conduce ad una particolare idea di rappresentazione appunto. Carmelo Bene, come risulta evidente dalle sue stesse parole, intende distaccarsi da una concezione dell’arte che sia imitazione della vita, e nel caso specifico della rappresentazione teatrale, imitazione delle azioni umane; già prima di lui però, in questo stesso senso, Antonin Artaud aveva più volte dichiarato di voler far saltare le fondamenta del teatro che appunto a quest’idea si richiamavano e facevano riferimento. Entrambi si allontanano quindi da quell’estetica aristotelica nella quale, come fa notare Derrida nella sua prefazione a Il teatro e il suo doppio 9 , si è potuta riconoscere l’intera metafisica occidentale dell’arte. Perché per Artaud «l’arte non è l’imitazione della vita» 10 ? Rispondere a questa domanda significa affrontare una questione che va al di là della semplice riflessione tecnica e teatrologica, significa abbracciare un ambito assai più vasto, che ha a che fare con la dinamica della formazione delle cose. Il decadimento del teatro ha infatti inizio nel momento stesso in cui si pensi di poterlo trattare come un genere a parte, senza spingersi fino a 8 C. Bene, La ricerca teatrale nella rappresentazione di stato, in AA.VV., La ricerca impossibile – Biennale teatro ’89, Marsilio Editori, Venezia, 1990, pp. 16. 9 J. Derrida, Prefazione a Il teatro e il suo doppio, cit., pp. 10. La prefazione riporta il testo di una conferenza tenuta da Derrida nel 1966 nel corso di un convegno su Artaud, apparso inizialmente come saggio nella rivista “Critique”, con il titolo Le théâtre de la cruauté et la clôture de la représentation. Successivamente il saggio verrà ripreso e riveduto ne La scrittura e la differenza, pubblicato nel 1967, e infine inserito appunto in apertura dell’edizione italiana del 1968 Il teatro e il suo doppio con altri scritti teatrali, curata da Einaudi.
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Il teatro della non-rappresentazione di Carmelo Bene. Contatti e divergenze con Antonin Artaud

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Informazioni tesi

  Autore: Rachele Bonifacio
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Filosofia
  Relatore: Maddalena Mazzocut Mis
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 100

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