La confessione nel sistema delle prove legali

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finisca per giovare al dichiarante. In questo caso vale il principio della inscindibilità o indivisibilità della confessione, diretto appunto a tutelare il dichiarante dagli effetti sfavorevoli della sua dichiarazione. Si tratta di un principio antico, non accolto da tutte le legislazioni. Certo è che, laddove si conferisca il giusto peso all’elemento definitorio, posto perspicuamente in luce dall’art. 2730, 1°co., non si vede come il proprium della confessione possa concepirsi in altro, se non in un’ammissione pura e semplice di fatti sfavorevoli al dichiarante. Nel nostro sistema, già l’art. 1360, 1° co. c.c. abrogato, affermava che << la confessione giudiziale o stragiudiziale non può essere divisa in danno di chi l’ha fatta >>. Oggi la formula oscura e imprecisa è stata perfezionata dall’art. 2734 c.c.: << quando la dichiarazione indicata dall’art. 2730 si accompagna quella di altri fatti o circostanze tendenti ad infirmare l’efficacia del fatto confessato ovvero a modificarne o a estinguerne gli effetti, le dichiarazioni fanno piena prova nella loro integrità se la parte non contesta la verità dei fatti o delle circostanze aggiunte. In caso di contestazione, è rimesso al giudice di apprezzare, secondo le circostanze, l’efficacia probatoria delle dichiarazioni >>. 12 FURNO, C., 873 ss. 10

Anteprima della Tesi di Vittorio Carbone

Anteprima della tesi: La confessione nel sistema delle prove legali, Pagina 7

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Vittorio Carbone Contatta »

Composta da 91 pagine.

 

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