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Effetto delle condizioni di pirolisi di combustibili solidi sulla formazione di specie azotate ed idrocarburiche di interesse ambientale

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scorie. Particolare attenzione viene prestata all’azoto originariamente presente nel combustibile che, in relazione anche alla forma chimica con cui è legato, può portare un contributo rilevante alla formazione di NOx. A loro volta, i trattamenti depurativi devono essere in grado di garantire elevati valori di efficienza di rimozione del particolato, dei metalli ad esso associati, dei gas acidi e di alcuni microinquinanti organici presenti in fase vapore. Gli interventi volti alla riduzione degli NOx consistono in tecnologie di trattamento dei fumi a valle del combustore, in zone a temperatura inferiore, dove gli NOx vengono abbattuti o ridotti a N 2 . L’attuale tendenza, come risposta a normative sempre più restrittive, è quella di applicare le migliori tecnologie disponibili adottando adeguate combinazioni delle due tipologie di intervento sopra citate. Il controllo primario degli ossidi di azoto, attraverso interventi preventivi, si deve combinare con la riduzione degli incombusti. Una combustione pulita richiede la simultanea assenza delle due classi di inquinanti, purtroppo le tecnologie di combustione a stadi generano, attraverso la realizzazione nel combustore di zone sottostechiometriche ricche di combustibile, un aumento delle emissioni di sottoprodotti di incompleta ossidazione del carbone (soot, microinquinanti organici, tar e incombusti). Le tecnologie di combustione pulita attualmente in uso in impianti a polverino di carbone sono: • Post-combustione o OFA (in caldaia si creano due zone, la prima a cui si alimenta il carbone è fuel rich, la seconda è fuel lean). • Reburning (tre zone in caldaia). • Bruciatori Low-NOx (gli stadi si realizzano microscopicamente nel cono di uscita del bruciatore). In ordine di tempo fu introdotta per prima la post-combustione, ma si rilevò che era efficace solo nella riduzione degli NOx termici, mentre non agiva sui meccanismi di formazione degli NOx da combustibile e addirittura incrementava il problema degli incombusti. I risultati delle ricerche promosse per la comprensione dei processi di formazione delle due classi di inquinanti nelle condizioni chimiche e fisiche degli stadi, hanno portato allo sviluppo delle tecnologie di reburning e low-NOx. Una corretta ed efficace applicazione di queste tecnologie richiede una profonda ed accurata conoscenza dei meccanismi di formazione degli ossidi di azoto e dei prodotti di incompleta combustione del carbone. 15
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Effetto delle condizioni di pirolisi di combustibili solidi sulla formazione di specie azotate ed idrocarburiche di interesse ambientale

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Informazioni tesi

  Autore: Davide Frustace
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Chimica Industriale
  Relatore: Giorgio Valentini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 196

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Parole chiave

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