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La figura della donna attraverso l'analisi di due riviste femminili del periodo fascista: Il Giornale delle Donne e La Donna, 1921-1935

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9 chi non l’aveva fatta, ossia vista e vissuta, frattura che generò un risentimento dei combattenti verso tutto il resto del paese”. 22 Dopo gli anni di guerra, gli ex combattenti tornati a casa, si sentirono messi da parte. Essi chiedevano al paese riconoscenza per i sacrifici fatti e un ripristino della situazione sociale esistente prima della guerra. Ma la guerra aveva modificato radicalmente il quadro precedente; essa aveva segnato per le donne un grande cambiamento per il futuro. “La guerra separò radicalmente i sessi e scavò sino all’incomprensione, se non all’odio, l’abisso che separava i combattenti dai civili. (…) Essa per molto tempo reintrodusse una linea di divisione netta tra maschile e femminile e ridato vita ai vecchi miti virili: gli uomini son fatti per combattere e conquistare, le donne per mettere al mondo figli e allevarli, e questa complementarietà dei sessi apparve necessaria per ritrovare pace e sicurezza in un mondo avvertito come in preda al caos”. 23 Nel pensiero comune del dopoguerra le posizioni conquistate dalle donne durante il conflitto erano da considerarsi transitorie e legate ad una situazione eccezionale. “Per le donne (…) era giunta quindi l’ora di restituire il posto occupato. Tacciate di essere delle profittatrici, spesso accusate di incapacità, vennero invitate a tornare in seno alla famiglia e dedicarsi ai lavori femminili, in nome dei diritti degli ex combattenti. (…) Garanzia di una rapida reintegrazione degli ex combattenti nella famiglia e nel lavoro, questa violenza perpetrata ai danni delle donne, sembrava avere una funzione tanto psicologica che economica: da una parte, dare nuova sicurezza ad un’identità maschile destabilizzata da quattro anni di anonimato nei combattimenti, dall’altra, cancellare la guerra, e rispondere, in un contesto di fervore sociale e reazione politica, al profondo desiderio dei reduci di ripristinare il vecchio ordine delle cose”. 24 22 A. Gibelli, op. cit., pag. 8 23 F. Thébaud, op. cit., pag. 81 24 F. Thébaud op. cit., pag. 74 - 75
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La figura della donna attraverso l'analisi di due riviste femminili del periodo fascista: Il Giornale delle Donne e La Donna, 1921-1935

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Informazioni tesi

  Autore: Chiara Scanavino
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Luciana Giacheri Fossati
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 339

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