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La politica comunitaria in materia di lavoro degli extracomunitari

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provvedimenti di allontanamento, lasciando poi agli Stati il procedimento di esecuzione, la regolamentazione delle modalità esecutive e la disciplina delle garanzie, quali il ricorso giurisdizionale, nei confronti dei provvedimenti di espulsione. L’art.61 svolge una funzione di introduzione e di collegamento, elenca le materie che sono assegnate alla competenza normativa della Comunità unitamente agli articoli del Trattato che ne costituiscono la base giuridica specifica, consentendo così l’immediata individuazione dei fondamenti normativi delle future “misure” che verranno adottate dal Consiglio nei nuovi settori. Le misure riguardanti la libera circolazione e le materie migratoria compresi i controlli di frontiera dovranno essere adottate secondo le regole stabilite dagli art. 62 e 63; le misure di collaborazione amministrativa e giudiziaria in materia civile sono regolate dagli art.65 e 66; infine la lotta alla criminalità 52 e la cooperazione giudiziaria in materia penale dovranno seguire le disposizioni del titolo VI° del trattato istitutivo dell’Unione europea. L’art. 65 precisa che le misure da adottare nel settore della cooperazione giudiziaria in materia civile (che presenti implicazioni transfrontaliere), includono il miglioramento e la semplificazione di: _notificazione transnazionale degli atti giudiziari ed extragiudiziali; _cooperazione nell'assunzione dei mezzi di prova; _riconoscimento e dell'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, comprese le decisioni extragiudiziali. Inoltre la cooperazione giudiziaria in materia civile promuoverà la compatibilità delle regole applicabili negli Stati membri ai conflitti di leggi e di competenza giurisdizionale; l'eliminazione degli ostacoli al corretto svolgimento dei procedimenti civili anche rendendo compatibili, se necessario, le norme di procedura civile applicabili negli Stati membri. L’art. 66 prevede l’adozione da parte del Consiglio di misure a garanzia della cooperazione reciproca tra i servizi amministrativi degli Stati e tra essi e la Commissione, nelle materie migratorie, dei visti e nelle altre politiche di libera circolazione. Il Consiglio delibera secondo la procedura di cui all'articolo 67 fino al 1° maggio 2004; a decorrere da tale data, il Consiglio delibera a maggioranza qualificata, su proposta della Commissione e previa consultazione del Parlamento europeo. Per quanto non previsto dal titolo IV, è possibile che un’azione normativa suppletiva possa essere svolta utilizzando l’art.308 del trattato (procedura di miniemendamento) ed individuando nell’art.61 l’area di competenza della Comunità. Le disposizioni del titolo IV non sono ritenute idonee a produrre effetti diretti, slla base dei criteri accolti dalla Corte di Giustizia 53 mentre può ritenersi operante l’obbligo delle istituzioni ad attivarsi e la mancata adozione delle misure entro il termine dei cinque anni potrebbe dare luogo ad un ricorso in carenza. Il titolo IV non indica al Consiglio principi particolari da seguire nello svolgere la sua attività di disciplina delle materie assegnate, per cui esso dispone di un ampio spazio discrezionale, che dovrà comunque conformarsi al rispetto diritti fondamentali enunciati dall’art. 6 del trattato UE, “garantiti dalla Convenzione europea per la 52 le misure per combattere la criminalità fanno riferimento all’art.31 lett. e) del Trattato sull’Unione europea firmato a Maastricht nel 1992. 53 A.Adinolfi, op.citata, pag.80 15
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La politica comunitaria in materia di lavoro degli extracomunitari

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Informazioni tesi

  Autore: Giovanni Candeo
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Scienze dei Servizi Giuridici
  Relatore: Adriana Topo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 176

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