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La politica comunitaria in materia di lavoro degli extracomunitari

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Nell’ottica “extracomunitari versus lavoro” si è cercato, con questo studio, di fare il punto della attuale situazione della materia nell’ordinamento comunitario, inquadrandola nel contesto storico – giuridico dell’Unione, che comprende anche le relative politiche di cooperazione degli Stati membri e deve tener conto del diritto internazionale, cercando di intercettare gli agganci con il recente passato delle attuali fasi evolutive del diritto del lavoro degli extracomunitari nella Comunità. Metodo espositivo In diritto del lavoro, i criteri dottrinali di ordinamento delle conoscenze portano anzitutto ad elencare le fonti ed a parlare delle norme, secondo una sistematica giuridica che riposa sul presupposto che il diritto deriva dalla norma, nei sistemi di diritto positivo. Nel rispettare tale criterio, corre l’obbligo di avvertire che il tema trattato riguarda le politiche comunitarie in materia di lavoro degli extracomunitari; il diritto comunitario dei lavoratori provenienti da paesi terzi è in uno stadio di sviluppo iniziale, che si potrebbe definire programmatico: le recenti ed importanti norme dei trattati sulle materie in esame si rivolgono principalmente alle Istituzioni della Comunità mentre il diritto derivato dai trattati, regolamenti, direttive e decisioni, ancora in rari casi riguarda gli extracomunitari. Non siamo difronte ad una disciplina comune organicamente definita, benchè il tema del lavoro immigrato da paesi terzi sia di grande attualità nelle politiche dell’Unione. Premetteremo alla trattazione le principali fonti delle politiche in tema, in particolare la presentazione analitica del nuovo titolo IV del trattato istitutivo della Comunità europea, modificato dal trattato di Amsterdam del 97, per l’importanza che esso ha nella materia in esame, introducendo le fonti indirette o minori all’occorrenza. La comprensione del quadro d’insieme delle politiche della Comunità nei confronti dei lavoratori extracomunitari sarà tuttavia possibile solo con una completa considerazione diacronica della materia e con i richiami a norme derivanti dai settori del diritto internazionale, della politica estera e di sicurezza comune dell’Unione, delle politiche sulla libera circolazione delle persone. Assumono importanza nella nostra materia le sentenze della Corte di Giustizia riguardanti l’interpretazione in via pregiudiziale di accordi di associazione e di cooperazione, conclusi dalla Comunità europea con Stati terzi ai sensi degli artt. 300 e 133 del trattato CE, in epoche anche molto precedenti all’attuazione delle attuali politiche. Inoltre, le politiche comunitarie riguardanti il lavoro degli stranieri oltrepassano l’ambito strettamente laburistico e delle politiche sociali, ricollegandosi necessariamente al diritto migratorio, alle politiche economiche della Comunità (preoccupata dall’invecchiamento della popolazione attiva), alla libera circolazione delle persone, alla politica estera e di sicurezza comune dell’Unione. Anche in questi campi possiamo parlare di politiche comunitarie, di strategie economiche e d’integrazione dei lavoratori provenienti da paesi terzi, discendenti da disposizioni vicine ad un genus programmatico, benchè comportanti obblighi per le Istituzioni comunitarie, politiche che cercano di sintetizzare le esperienze degli Stati membri e che derivano da processi storici riguardanti le Comunità europee. Infine l’esigenza della Comunità, di adottare disposizioni che concilino tradizioni molto diverse degli Stati membri nei rapporti con i paesi terzi, a volte ex colonie con le 8
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La politica comunitaria in materia di lavoro degli extracomunitari

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Informazioni tesi

  Autore: Giovanni Candeo
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Scienze dei Servizi Giuridici
  Relatore: Adriana Topo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 176

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