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La politica comunitaria in materia di lavoro degli extracomunitari

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Nell’attuale stadio del diritto comunitario riguardante i lavoratori extracomunitari, particolare importanza assumono i lavori della Commissione 40 che esamina annualmente la situazione dell’Unione 41 europea e dei paesi membri anche con riguardo alle politiche occupazionali, secondo quanto prevede l’art. 128 del trattato e propone orientamenti politici in tema di occupazione degli extracomunitari nelle proprie comunicazioni al Consiglio e al Parlamento europeo. In coerenza con gli orientamenti dei Consigli europei di Amsterdam del 97, di Tampere del 99, e di Lisbona del 2000 per quanto riguarda i livelli occupazionali, gli orientamenti più recenti della Commissione considerano i flussi migratori uno strumento di strategia economica 42 comune, che tiene conto delle politiche proprie degli Stati membri nella materia in base a relazioni annuali rivolte al Consiglio e alla Commisisone stessa. La Commissione invia dettagliate relazioni tecniche di tipo economico e giuridico, in forma di Comunicazioni, al Consiglio, al Parlamento europeo e alla Commissione per l’occupazione e le politiche sociali, sulla situazione attuale degli extracomunitari nell’Unione e sui possibili sviluppi che possono avere i problemi che li riguardano. Da da tali relazioni scaturisce un importante aspetto delle politiche dell’Unione sulla materia di cui ci occupiamo, sia per il carattere tecnico delle comunicazioni stesse che per la connotazione apolitica della Commissione 43 , organo comunitario composto da persone e non da Stati, che opera nell’interesse esclusivo della Comunità ed in piena indipendenza, secondo quanto prescrive l’art.213 del trattato CE. Le comunicazioni tecniche della Commissione e le comunicazioni contenenti proposte di direttive del Consiglio, verranno quindi prese in esame nel presente lavoro poiché, oltre ad avere una importanza fondamentale nel processo decisionale della normativa derivata, affrontano e analizzano i problemi degli extracomunitari che necessitano di soluzione da un punto di vista tecnico, basandosi su dati reali, e derivandone delle proposte di normativa comunitaria. Le comunicazioni della Commissione, relazioni tecniche o 40 Trattato istitutivo della Comunità europea, versione modificato dal trattato di Nizza, IT 24.12.2002 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee C 325/119; Articolo 211: Al fine di assicurare il funzionamento e lo sviluppo del mercato comune nella Comunità, la Commissione: — vigila sull'applicazione delle disposizioni del presente trattato e delle disposizioni adottate dalle istituzioni in virtù del trattato stesso, — formula raccomandazioni o pareri nei settori definiti dal presente trattato, quando questo esplicitamente lo preveda ovvero quando la Commissione lo ritenga necessario, — dispone di un proprio potere di decisione e partecipa alla formazione degli atti del Consiglio e del Parlamento europeo, alle condizioni previste dal presente trattato, — esercita le competenze che le sono conferite dal Consiglio per l'attuazione delle norme da esso stabilite. 41 Trattato CE, Articolo 212: La Commissione pubblica ogni anno, almeno un mese prima dell'apertura della sessione del Parlamento europeo, una relazione generale sull'attività della Comunità. 42 Comunicazione della Commissione del 3 giugno 2003, COM (2003) 336 def., su immigrazione, integrazione e occupazione. 43 Trattato CE, Articolo 213: 1. La Commissione è composta di venti membri, scelti in base alla loro competenza generale e che offrano ogni garanzia di indipendenza. Il numero dei membri della Commissione può essere modificato dal Consiglio, che delibera all'unanimità. Soltanto cittadini degli Stati membri possono essere membri della Commissione. La Commissione deve comprendere almeno un cittadino di ciascuno Stato membro, senza che il numero dei membri cittadini di uno stesso Stato sia superiore a due. 2. I membri della Commissione esercitano le loro funzioni in piena indipendenza nell'interesse generale della Comunità. Nell'adempimento dei loro doveri, essi non sollecitano né accettano istruzioni da alcun governo né da alcun organismo. Essi si astengono da ogni atto incompatibile con il carattere delle loro funzioni. Ciascuno Stato membro si impegna a rispettare tale carattere e a non cercare di influenzare i membri della Commissione nell'esecuzione dei loro compiti. I membri della Commissione non possono, per la durata delle loro funzioni, esercitare alcun'altra attività professionale, rimunerata o meno. Fin dal loro insediamento, essi assumono l'impegno solenne di rispettare, per la durata delle loro funzioni e dopo la cessazione di queste, gli obblighi derivanti dalla loro carica, ed in particolare i doveri di onestà e delicatezza per quanto riguarda l'accettare, dopo tale cessazione, determinate funzioni o vantaggi. In caso di violazione degli obblighi stessi, la Corte di giustizia, su istanza del Consiglio o della Commissione, può, a seconda dei casi, pronunciare le dimissioni d'ufficio alle condizioni previste dall'articolo 216 ovvero la decadenza dal diritto a pensione dell'interessato o da altri vantaggi sostitutivi. 11
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La politica comunitaria in materia di lavoro degli extracomunitari

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Informazioni tesi

  Autore: Giovanni Candeo
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Scienze dei Servizi Giuridici
  Relatore: Adriana Topo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 176

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