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Il partenariato nel Fondo sociale europeo: i casi di Veneto ed Emilia-Romagna

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8 considerate alla riforma Bassanini, che permetterà di verificare come, a fronte di una medesima normativa nazionale, quest'ultima venga implementata con tempi e modalità diverse nelle due regioni prese in esame. Questa differenza porta a ritenere che l'input legislativo proveniente dal potere politico centrale venga poi mediato e filtrato dalle caratteristiche delle subculture politiche proprie delle due regioni [Hooghe e Marks, 2001 e Messina, 2001]. Questa ricerca comparata parte dalla convinzione che il modello di governance regionale indotto dalle diverse caratteristiche delle due subculture politiche territoriali di Veneto ed Emilia- Romagna, si riflette anche nel tipo di governance regionale realizzato nell'ambito della fase di programmazione delle attività del Fse, e quindi nelle modalità di realizzazione del principio del partenariato la cui applicazione è richiesta obbligatoriamente dai regolamenti comunitari. Come si vedrà in seguito, i regolamenti comunitari (e quindi il livello politico sovranazionale) hanno creato un processo di decision-making piuttosto complesso e fondato verticalmente sulla collaborazione e negoziazione tra i diversi livelli istituzionali (sovranazionale, nazionale e subnazionale) e, orizzontalmente, in modo analogo, sul dialogo e la collaborazione tra questi livelli istituzionali e le parti sociali ed altre organizzazioni private. La complessità di questi processi decisionali, unitamente al fatto che i finanziamenti relativi ai Fondi strutturali sono direttamente rivolti al livello territoriale regionale, perlomeno in Italia, ha senza dubbio favorito una maggiore mobilitazione ed un ruolo di maggior importanza delle istituzioni regionali, e ciò naturalmente mette in particolare rilievo il fattore relativo alle subculture politiche territoriali [Brunazzo, 2005 e Messina, 2001]. In particolare, sono due le domande fondamentali a cui la presente ricerca tenterà di fornire una risposta. Il primo interrogativo è relativo al ruolo delle Province: perché nelle due regioni considerate, Veneto ed Emilia-Romagna, il ruolo e l'autonomia amministrativa loro assegnata sono così differenti? Perché in Emilia-Romagna le Province nel periodo di programmazione 2000-2006 del Fse hanno gestito autonomamente il 70% delle risorse comunitarie ed in Veneto invece praticamente nessuna? Assodato, come detto, il fatto che le istituzioni regionali rivestono un ruolo di grande importanza nel determinare il modello di governance regionale nell'ambito dei Fondi strutturali, l'ipotesi di partenza è che siano le subculture politiche regionali di Veneto ed Emilia-Romagna a rappresentare le variabili fondamentali medianti le quali spiegare i due diversi modelli di governance regionale e quindi anche il diverso ruolo ricoperto dalle Province nelle due regioni [Isfol, 2005]. In secondo luogo, verrà fatta una riflessione sul ruolo più o meno inclusivo assegnato alle parti sociali nelle due regioni nell'ambito della programmazione 2000-2006 del Fse: ovvero, perché in Emilia-Romagna le parti sociali sono tutte pienamente coinvolte nel processo decisionale mentre invece in Veneto, esse esercitano un ruolo più che altro consultivo che favorisce soltanto
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Il partenariato nel Fondo sociale europeo: i casi di Veneto ed Emilia-Romagna

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Informazioni tesi

  Autore: Andrea Signoretti
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi di Trento
  Facoltà: Sociologia
  Corso: Sociologia
  Relatore: Marco Brunazzo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 185

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Parole chiave

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