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L'Italia e il rilancio della Strategia di Lisbona - Il caso della Regione Veneto

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- 21 - decennio (“fare dell’Europa entro il 2010 l’economia basata sulla conoscenza più competitiva”) non sarebbero stati centrati. Pertanto, ciò che si rendeva necessario, nella revisione intermedia, era focalizzare maggiormente la strategia su obiettivi definiti e migliorarne il sistema di governance, sia a livello di Stati membri che di Istituzioni europee. Era diventato un processo burocratico e fatto di rapporti piuttosto che di azioni concrete. Per cambiare direzione, occorreva concentrarsi sulle due questioni essenziali: la crescita e l’occupazione. Il 2005 ha quindi segnato il passaggio alla definizione di obiettivi più precisi e mirati per la realizzazione concreta del Processo di Lisbona. La revisione intermedia serviva a definire il metodo per aiutare l’Europa a focalizzarsi su una crescita più stabile e duratura (incentrata su conoscenza e innovazione), sulla capacità di attrarre investimenti e capitale umano, e sulla creazione di nuovi e migliori posti di lavoro. E’ stato così individuato il nuovo strumento d’azione: i Piani nazionali di riforma (PNR). Ogni Stato membro era chiamato ad indicare i propri obiettivi e le priorità, all’interno del piano nazionale, redatto sulla base di ventiquattro linee-guida per la crescita e l’occupazione comuni per ciascuna delle tre componenti del piano: macroeconomia, microeconomia e politiche del lavoro. Il Consiglio europeo di primavera del 2005 ha sostenuto questo nuovo approccio e, in seguito all’adozione delle ventiquattro linee-guida al Consiglio europeo del giugno 2005, gli Stati membri hanno predisposto e consegnato i propri piani entro l’ottobre dello stesso anno. La Commissione ha successivamente adottato, il 25 gennaio 2006, il primo Rapporto basato sulla rinnovata Strategia di Lisbona10, come base per la preparazione del Consiglio europeo di Primavera 2006 su questo tema. Una particolare attenzione è stata rivolta al coinvolgimento dell’opinione pubblica, al fine di renderla consapevole degli sforzi che le autorità nazionali ed europee stanno compiendo per garantire ai cittadini europei maggiore crescita ed occupazione. A tal fine la Commissione ha indicato quattro “priorità d’azione” (ricerca e sviluppo, sostegno alle PMI, gestione dei processi di globalizzazione e di invecchiamento della popolazione, politica energetica comune) e gli interventi che, rispetto ad esse, gli Stati membri dovrebbero intraprendere per contribuire attivamente alle varie parti della strategia. 10 Commissione europea, E’ ora di cambiare marcia (Time to move up a gear), Comunicazione al Consiglio europeo di primavera, COM(2006) n.30, Bruxelles, 25 gennaio 2006.
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Informazioni tesi

  Autore: Francesca Gardenato
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Verona
  Facoltà: Economia Internazionale
  Corso: 64/S Economia
  Relatore: Paola Savi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 310

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