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L'Italia e il rilancio della Strategia di Lisbona - Il caso della Regione Veneto

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- 23 - All’interno di questo complesso quadro europeo, che ho seguito con attenzione da gennaio ad ottobre 2006, soprattutto durante il mio periodo di stage a Bruxelles, si collocano i singoli Stati membri con le loro peculiarità. Quindi, entrando più nello specifico e spostando l’obiettivo sulla scena nazionale, nella seconda parte dell’elaborato (dal capitolo VI) cercherò di valutare la posizione dell’Italia in merito al grado di recepimento e di avvicinamento ai target attesi per il 2010 dalla rinnovata strategia europea. L’analisi condotta a livello nazionale, ma soprattutto regionale, aiuta a capire come si pone l’Italia all’interno di questa sfida lanciata a Lisbona nel 2000 e riproposta in modo più mirato a Bruxelles nel 2005, per comprendere quali sono i traguardi più difficili da raggiungere per il nostro Paese ed i settori sui quali si rende opportuno intervenire con politiche adeguate e strumenti concreti. Sotto questa particolare luce, prenderò in esame una delle Regioni italiane economicamente più sviluppate e ad alto reddito, ritenuta fino a qualche anno fa “locomotiva del Bel Paese”: il Veneto. Le Regioni hanno un ruolo rilevante nella governance della Strategia di Lisbona in Italia. Esse sono state costantemente associate al processo che ha portato alla definizione del PICO e del primo Rapporto sul suo stato di attuazione (nel 2006). Come si evince dall’esame del “Contributo delle Regioni italiane” che è stato allegato al PNR nel 2005, partendo da un quadro territoriale differenziato, che presenta situazioni e dinamiche diverse, le Regioni italiane hanno definito una strategia unitaria, articolata in azioni coerenti con le Linee-guida del Consiglio europeo. Lo scopo del lavoro è di prendere a riferimento una serie di obiettivi condivisi a livello europeo, con i relativi indicatori utilizzati per il monitoraggio, al fine di calarli all’interno di una determinata dimensione regionale, quella veneta. Si considerano, pertanto, i settori più interessanti nell’ambito della Strategia di Lisbona e più pregnanti dell’intervento politico-amministrativo, quali la società, la trasformazione demografica, l’istruzione, il lavoro, la ricerca, l’economia e l’ambiente, al fine di riflettere sul livello di recepimento e raggiungimento dei target 2010, e confrontare il Veneto con altre realtà regionali, per fornire un quadro più ampio e particolareggiato del livello di sviluppo della Regione. La tesi di fondo è che i parametri di Lisbona rappresentano un riferimento concreto per le politiche regionali, sia in termini diretti che indiretti, e che si
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Informazioni tesi

  Autore: Francesca Gardenato
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Verona
  Facoltà: Economia Internazionale
  Corso: 64/S Economia
  Relatore: Paola Savi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 310

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