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Attivazione ed interazione corticale nelle emozioni primarie

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CAPITOLO 1 Introduzione alle Emozioni 1.2. LE EMOZIONI NELLA STORIA Sulla natura e sulle funzioni delle emozioni si sono interrogati molti filosofi nei secoli senza trovare una risposta soddisfacente giunta intatta fino a noi. La prima analisi la si ritrova nel Filebo di Platone, dove, le emozioni sono riconosciute come una parte integrante e fondamentale dell’essere umano. Di sola emozione sarebbero fatti gli animali, e di solo pensiero gli Dei. Aristotele, così come Platone, riconobbe il significato oggettivo delle emozioni, una forma di conoscenza, capace di discriminare tra situazioni favorevoli e sfavorevoli. Quest’affermazione presuppone che non sia possibile un giudizio a priori nel Mondo tra il bene e il male, ma che gli esseri umani necessitano di un mezzo potente per districarsi nella vita quotidiana ed essere felici. I presupposti teorici di Aristotele sono rimasti per molti secoli come modelli di riferimento per le trattazioni filosofiche sulle emozioni. Un importante punto di vista fu quello di Cartesio, secondo il quale le emozioni avrebbero la funzione naturale di avvertire l’anima delle realtà oggettive pericolose e spronarla verso quelle meno nocive e benefiche (Galati, 2002). Il compito di trovare il giusto posto al sentire umano è poi passato nelle mani degli psicologi. Il primo a trovarsi a diretto confronto con il “problema” delle emozioni, fu W.Wundt (1890), il quale, suppose che i processi mentali, potessero essere fondati su una duplice Natura. Un aspetto cognitivo ed uno emotivo. In mancanza dell’aspetto “emotivo” del processo esperienziale, ci si troverebbe di fronte ad una carenza di volontà (dovuta, secondo la concezione wundtiana, ad un contrasto di sentimenti). Dunque senza una direzionalità specifica, con cui muoversi nel mondo. Per il Comportamentismo (Watson e Rayner, 1920), le emozioni sono forme di reazioni a stimoli esterni, secondo una visione per la quale, il Soggetto è un organismo che risponde in maniera passiva agli eventi, con meccanismi simili all’arco riflesso. In particolare, i processi emotivi si esplicitano attraverso tre riflessi innati: la paura, ovvero un’azione che si mette in atto quando si perde l’appoggio, la rabbia, un insieme di movimenti che si mettono in atto a seguito di una forma di costrizione e infine l’amore, un rilassamento muscolare in seguito a carezze. Le esperienze, possono in seguito modellare, e complicare, tali schemi stereotipati. Tutto il resto è dovuto all’apprendimento (Watson provocò, a prova delle sue teorie, una forma di fobia in Albert, il figlio del suo custode). Università degli Studi di Torino 3
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Attivazione ed interazione corticale nelle emozioni primarie

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Informazioni tesi

  Autore: Manuella Crini
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Dario Galati
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 128

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