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Analisi e Progetto di un Ambiente Integrato per la Schedulazione di Elaborazioni Orientato alla gestione dei Sistemi Informativi di una Azienda Commerciale

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4Alla fine dell’attività di perforazione i pacchi di schede erano suddivisi in gruppi omogenei per l’elaborazione. Ovviamente i dati non erano in nessun ordine particolare, poiché i documenti dai quali erano estratti erano caricati nell’ordine temporale in cui arrivavano; se i programmi di elaborazione richiedevano di dover ricevere i dati in un qualche ordine particolare era quindi necessario effettuare un’operazione di riordino degli stessi. Tutte le schede perforate destinate all’elaborazione dovevano quindi essere portate alle macchine selezionatrici: queste macchine aveva una tramoggia di alimentazione e una serie di caselle di uscita, in modo da inviare la scheda alla casella corrispondente ad una delle 12 perforazioni possibili oppure all’apposita casella di scarto in caso di assenza di perforazioni. Per riordinare le schede era quindi necessario decidere la colonna sulla quale ordinare ed eseguire la selezione, e se era necessario riordinare su un’altra colonna, per ognuno dei 13 pacchi si doveva eseguire il riordino sulla colonna successiva e così via. Tenendo conto che le schede spesso non erano in ottime condizioni, c’era sempre la possibilità che la macchina s’inceppasse distruggendo una o più schede: in questo caso se possibile si doveva provvedere a far perforare nuovamente la scheda distrutta prima di continuare il riordino. Il pacco di schede, una volta pronto per l’elaborazione, era inviato al lettore di schede, insieme con il pacco di schede che conteneva il programma da eseguire. Il programma da eseguire era codificato una riga di istruzione per ogni scheda, con la numerazione delle righe in coda all’istruzione, e se disgraziatamente il pacco di schede cadeva, occorreva rimetterlo in ordine nella selezionatrice. Gli operatori provvedevano a preparare i lettori di schede carichi e finalmente s’iniziava l’elaborazione vera e propria. I lettori rilevavano la codifica della scheda tramite dei contatti elettrici a spazzola che attraversavano i buchi della perforazione senza fermare le schede in transito e viaggiavano a circa 500 schede il minuto; i perforatori invece, dovendo effettuare la punzonatura e la stampa meccanicamente, erano costretti a fermare per un attimo le schede sotto i punzoni per ogni colonna da codificare, producendo le schede a circa 160 colonne il secondo - in altre parole 120 schede il minuto salvo inceppamenti – ed infine le schede andavano recuperate dalle macchine e riposte nei raccoglitori: solo allora era possibile iniziare una nuova elaborazione. Attorno al 1970, con l’introduzione dei lettori di nastri magnetici è iniziato il declino della perforazione manuale delle schede: le stazioni di perforazione si erano trasformate da meccaniche in elettroniche e quindi non producevano più fisicamente le schede perforate, ma l’immissione dei dati era effettuata tramite tastiera ed un Visore a Led, permettendo quindi la correzione degli errori prima della conferma di invio in memoria. I dati erano quindi scaricati su Nastro magnetico: un nastro conteneva circa due milioni di schede e se anche cadeva non era necessario riordinare le schede! I modelli di punta scrivevano 6250 Byte per pollice di nastro a 1,2 Megabit il secondo e sfruttando gli algoritmi di riordino per fusione potevano ordinare i dati utilizzando tre unità contemporaneamente.
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Informazioni tesi

  Autore: Roberto Cervini
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze dell'informazione
  Corso: Informatica
  Relatore: Gianfranco Prini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 168

FAQ

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Parole chiave

agenti di schedulazione
schedulazione
schedulazione di elaborazioni
schedulazione manuale dei flussi
scheduling
sistemi informativi

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