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Il patto per il lavoro di Milano

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posto di lavoro per licenziamento o dimissioni, non possa essere privato del permesso di soggiorno, e neppure i suoi familiari. Proprio per i casi di interruzione del rapporto di lavoro, sul quale si basava il permesso di soggiorno, lo Sportello Unico può svolgere la funzione importante di reinserimento, prevenendo la deriva verso il mercato sommerso. C’e’ poi da tenere conto delle ipotesi previste dal Testo Unico sull’immigrazione, operanti al di fuori dei limiti triennali previsti per i flussi d’ingresso, che tendono a sottrarre molti immigrati clandestini dallo sfruttamento ed dal condizionamento ricattatorio di organizzazioni criminali, prevedendo per essi uno speciale permesso di soggiorno per lavoro 9 : il T.U. D.Lgs.286/98, all’art.18 10 prevede la regolarizzazione di clandestini, sottoposti a violenze o sfruttamento, che tentano di sottrarsi ai condizionamenti della criminalità organizzata. Imprese pubbliche e private, e associazioni, possono quindi presentare progetti imprenditoriali idonei a creare occupazione a basso contenuto professionale, principalmente per soggetti poco qualificati ma prevedendo anche condizioni speciali per soggetti semplicemente “fuori mercato”, come molti extracomunitari con elevata scolarità e conseguente difficoltà d’inserimento in attività labour intensive, oppure over40 espulsi dal mercato del lavoro per i noti processi di trasformazione produttiva o messi in mobilità per riduzione della produzione. L’idoneità del progetto a soddisfare i requisiti del Patto è certificata dalla “Commissione di Concertazione”, organo paritetico in modo da permettere la bilateralità delle posizioni delle parti sociali, e tripartito per garantire il rispetto delle esigenze di ognuna delle parti contraenti nella fase di valutazione dei progetti. Ciò consente alle Imprese “promosse” l’uso degli strumenti contrattuali flessibili, previsti al Titolo IV, in una prospettiva di futura stabilizzazione dei rapporti e quindi di aumento effettivo e duraturo dell’occupazione. Gli strumenti di flessibilità sono dunque anche strumenti volti a creare stabilità sociale ed economica. A tale scopo, nei progetti presentati in tempi successivi la Commissione deve comunque valutare l’investimento in formazione e la consistenza della trasformazione dei contratti a termine in rapporti di lavoro a tempo indeterminato. valutarsi, a loro avviso, solo in riferimento agli extracomunitari ma anche agli altri soggetti cui l’intesa è rivolta, “ nei confronti dei quali non vi è dubbio che gli strumenti di emersione previsti (…) possano esplicarsi in modo soddisfacente”. Pau e Russo ritengono comunque erronea l’opinione che l’intesa non sia un valido strumento di emersione del lavoro irregolare degli extracomunitari, poiché i patti stipulati sul territorio possono contribuire a canalizzare l’ingresso degli stranieri nel mondo del lavoro e dare un apporto importante alle politiche migratorie che avvengono con carattere triennale. L’idea espressa da Pau e Russo è quella riportata anche nel Libro Bianco sul lavoro e l’occupazione del 2001 nella parte seconda, capitolo II.4.3., inclusione sociale, immigrazione, che mette in rilievo, fra l’altro, come l’immigrazione legale e clandestina che è stata impiegata per lavori scadenti o illegali, abbia rallentato il processo evolutivo economico per cui il controllo nazionale dei flussi doveva venire collegato necessariamente alla collaborazioni con le regioni e gli enti locali attraverso i loro mercati del lavoro. 9 Sulla consistenza dell’aumento del lavoro sommerso in Italia ed in Lombardia negli anni precedenti il Patto di Milano, vedi cifre riportate nei dati ISTAT che seguono. 10 Decreto Legislativo 286/98, Capo III Disposizioni di carattere umanitario, art.18 [soggiorno per motivi di protezione sociale] (Legge 6 marzo 1998, n.40, art.16) Vedi nota in appendice 11
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Il patto per il lavoro di Milano

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Informazioni tesi

  Autore: Giovanni Candeo
  Tipo: Diploma di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Consulente del lavoro
  Relatore: Adriana Topo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 97

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