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L'azione di disconoscimento della paternità

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La seconda ipotesi invece, dato che mira a rimuovere uno status, quello di figlio legittimo, che si acquista automaticamente in base alla pre- sunzione dell’articolo 232 c.c., necessita di forti limitazioni; proprio per il fat- to che attraverso questa azione si incide direttamente sulla sfera giuridica altrui, estirpando la posizione soggettiva che assicura i diritti al manteni- mento, all’istruzione e all’educazione da parte degli ascendenti. b. Segue articolo 235 c.c. (comma 2 e 3). L’azione può essere esperita non solo dal presunto padre, ma anche dalla madre o dal figlio che ha raggiunto la maggiore età in tutti i casi in cui può essere esercitata dal padre (vedi “legittimazione attiva”). La legge impedisce che la sola dichiarazione della madre possa e- scludere la paternità, poiché anch’essa deve sottostare alle limitazioni del comma 1. Chiaro è che “mater semper certa est, pater umquam”, ed è innegabile che la dichiarazione della madre abbia una forza maggiore ri- spetto a quella del presunto padre, ma la ratio è orientata verso la prote- zione incondizionata dei diritti del discendente. 2. Legittimazione ad agire. a. Legittimazione attiva. Come anticipa l’articolo in commento agli ultimi commi, i soggetti titolari del potere di proporre l’azione sono, in primis, il padre ope legis, la madre e da ultimo il figlio divenuto maggiorenne (articolo 244 7 c.c.). La rosa dei le- gittimati si amplia sensibilmente nell’articolo 247 c.c., che disciplina la legit- timazione passiva. 7 Articolo 244 c.c. Termini dell’azione di disconoscimento. L’azione di disconoscimento della paternità da parte della madre deve essere proposta nel termine di sei mesi dalla nascita del figlio. Il marito può disconoscere il figlio nel termine di un anno che decorre dal giorno della nascita quando egli si tro- vava al tempo di questa nel luogo in cui è nato il figlio; dal giorno del suo ritorno nel luogo in cui è nato il figlio o in cui è la residenza familiare (144) se egli ne era lontano. In ogni caso, se egli prova di non aver avuto notizia della nascita in detti giorni, il termine decorre dal giorno in cui ne ha avuto notizia. L’azione di disconoscimento della paternità può essere proposta dal figlio, entro un anno dal compimento della maggiore età o dal momento in cui viene successivamente a conoscenza dei fatti che rendono ammissibile il disconoscimento. L’azione può essere altresì promossa da un curatore speciale nominato dal giudice, assunte sommarie informa- zioni, su istanza del figlio minore che ha compiuto i sedici anni, o del pubblico ministero quando si tratta di minore di età inferiore. 4
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L'azione di disconoscimento della paternità

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Informazioni tesi

  Autore: Carolina Piovano
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Sergio Chiarloni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 65

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Parole chiave

adulterio
azione di disconoscimento di paternità
fecondazione eterologa
impotenza
prove biologiche ed ematologiche
riforma del diritto di famiglia

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