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L'azione di disconoscimento della paternità

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Il marito può proporre l’azione rispettando il termine di un anno, che decorre dal giorno della nascita se egli si trovava al tempo di questa nel luogo in cui è nato il figlio; dal giorno del suo ritorno presso la casa familiare se egli ne era lontano; ovvero al momento in cui è venuto a conoscenza della propria impotenza (sentenza della Corte Costituzionale n. 170 del 14 maggio 1999 8 ) o dell’adulterio della moglie (sentenza della Corte Costitu- zionale del 2 maggio 1985, n. 134 9 ). Nel caso gli sia stata celata la nascita, allora il termine decorre dal giorno in cui ne ha avuto notizia. La novità introdotta dalla riforma del diritto di famiglia del 1975 consi- ste nell’aver promosso l'attuazione della regola paritaria anche là dove il costume sociale appariva ancora legato ai tradizionali schemi autoritari; ha consentito la realizzazione del principio di uguaglianza e di pari dignità fra coniugi, prevedendo la madre come secondo titolare dell’azione di di- sconoscimento; inoltre, con la previsione del figlio come terzo soggetto, ha determinato una maggiore tutela dell’interesse di quest’ultimo, poiché è, comunque, il suo ruolo all’interno della famiglia che subirà modifiche, per- mettendo a questo di valutare se e quanto possa essere vantaggioso per- dere lo status di figlio legittimo ed ottenere quello di figlio naturale nei con- fronti di chi e' padre biologico. La madre decade dal potere di proporre l’azione nel breve termine dei sei mesi che decorrono dalla nascita del figlio; brevità introdotta per e- sigenze di certezza del diritto, volte a sollevare le questioni di paternità pro- 8 Corte Costituzionale, sentenza n. 170 del 14 maggio 1999. Il termine per l’azione di disconoscimento della pa- ternità, nel caso in cui il marito sia affetto da impotenza di generare decorre dal momento dell’accertamento dell’impotenza. La Corte Costituzionale: dichiara l’illegittimità costituzionale dell'art. 244, secondo comma, del codice civile, nella parte in cui non prevede che il termine per la proposizione dell'azione di disconoscimento della paternità, nell'ipotesi di im- potenza solo di generare, contemplata dal numero 2) dell'art. 235 dello stesso codice, decorra per il marito dal giorno in cui esso sia venuto a conoscenza della propria impotenza di generare; dichiara, in applicazione dell'art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87, l'illegittimità costituzionale dell'art. 244, primo comma, del codice civile, nella parte in cui non prevede che il termine per la proposizione dell'azione di disconoscimento della paternità, nell'ipotesi di impotenza solo di generare di cui al numero 2) dell'art. 235 dello stesso codice, decorra per la moglie dal giorno in cui essa sia venuta a conoscenza dell'impotenza di generare del marito. 9 Corte Costituzionale, sentenza n. 134 del 2 maggio 1985. Il termine per l’azione di disconoscimento della pater- nità, nel caso in cui il marito abbia scoperto l’adulterio della moglie. La Corte Costituzionale: dichiara la illegittimità costituzionale dell'art. 244, secondo comma, del codice civile, nella parte in cui non dispone, per il caso previsto dal n. 3 dell'art. 235 dello stesso codice, che il termine dell'azione di disconosci- mento decorra dal giorno in cui il marito sia venuto a conoscenza dell'adulterio della moglie; dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 263 del codice civile, sollevata dal tribunale di Genova con le due ordinanze di cui in epigrafe in riferimento all'art. 30, secondo capoverso, del- la Costituzione. 5
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L'azione di disconoscimento della paternità

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Informazioni tesi

  Autore: Carolina Piovano
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Sergio Chiarloni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 65

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Parole chiave

adulterio
azione di disconoscimento di paternità
fecondazione eterologa
impotenza
prove biologiche ed ematologiche
riforma del diritto di famiglia

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