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Lo sviluppo della cooperazione di consumo in Carnia nei primi decenni del '900: il caso COOPCA

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6 Torino. Successivamente furono costituiti molti altri magazzini di previdenza per la vendita di generi di prima necessità a basso costo. Questi magazzini venivano fondati su iniziativa dei lavoratori; oppure per scopi benefici da parte delle classi agiate, o, infine, dai municipi. Oltre alla soluzione della vendita a prezzo di costo maggiorato di una piccola quota per le spese amministrative era diffuso il “modello Rochdale”, il quale attivava nelle classi popolari il sentimento cooperativo; attraverso la vendita a buon mercato riservava un benefit più duraturo e fortemente sentito, ovvero, il poter accumulare risparmi fatti sul consumo e riceverli ogni tanto tempo sotto forma di dividendo piuttosto che, volta per volta, sotto forma di diminuzione di prezzo. Ad esempio, a Como, nel 1864 fu costituita una società cooperativa modello Rochdale. Altre cooperative vendevano ai soli soci, così da essere esentate dal pagamento del dazio consumo. Negli anni ‘70 importanti erano le società cooperative di consumo tra gli agenti ferroviari, che si diffusero con grande vigore. Un breve esempio per comprendere meglio la realtà cooperativa dell’800: “L’Associazione generale degli operai di Torino, fondata nel 1850, si impegnava a favorire il mutuo soccorso, la fratellanza, l’istruzione, il benessere morale e materiale attraverso la previdenza in ogni sua forma. Nel 1853 la carestia portò alla decisione di formare un capitale per gli acquisti di generi alimentari con il fine di distribuirli ai soci al prezzo di costo. Verso fine secolo a seguito dell’importanza acquisita la distribuzione delle merci fu estesa a tutta la cittadinanza e non ai soli soci, inoltre fu abbandonato il sistema della vendita a prezzo di costo più le spese amministrative per avvicinarsi al modello Rochdale della vendita al prezzo più mite corrente e della restituzione degli utili ai consumatori in ragione degli acquisti fatti”. L’Unione cooperativa di Milano 4 e la società cooperativa di consumo presente a Sampierdarena operavano secondo il sistema dei Probi pionieri di Rochdale. Alla fine del secolo una testimonianza a favore del modello Rochdale venne da Arminotti 5 : “Noi abbiamo poveri operai che hanno messo in società 2 o 3 lire, e che lasciando i dividendi, hanno oggi 500 e più lire in azioni. Ora, siccome sono povera gente, se avessero risparmiato giornalmente i pochi centesimi, avrebbero questo piccolo capitale, che in un dato momento, può essere per loro una vera e propria risorsa? Coloro che a questa domanda rispondono di sì, io li ritengo dei buoni teorici, ma punto pratici delle famiglie povere e dei loro bisogni”. Un'altra 4 Fondata nel 1886. 5 Arminotti era il segretario della società cooperativa di consumo presente a Sampierdarena. La società di Sampierdarena nell’anno della fondazione (1864) aveva 100 soci e un capitale di 2.000 lire. Nel 1886 aveva 1.700 soci e un capitale di 168.489 lire. Occorre puntualizzare, come fece Rabbeno, che questa società aveva molte analogie con quelle inglesi ed era sorta in un ambiente simile alle città industriali inglesi, ambiente però alquanto raro in Italia.
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Informazioni tesi

  Autore: Daniele Palma
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Udine
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Aziendale
  Relatore: Frediano Bof
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 75

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