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Il sistema informativo contabile delle Federazioni Sportive

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1.2 Incertezza nella qualificazione, pubblica o privata, delle Federazioni Sportive Dalle disposizioni presenti nella 426/42 scaturì una diatriba circa la natura pubblica o privata delle Federazioni Sportive Nazionali. Tale legge, infatti, configurava le Federazioni quali <<organi>> del C.O.N.I., e questa impostazione fu ripresa anche successivamente, sia dagli statuti delle singole Federazioni, sia dallo statuto del C.O.N.I del 1964. Tuttavia, il regolamento attuativo 2 della legge istitutiva del C.O.N.I. quale ente pubblico, stabiliva che <<le federazioni sportive nazionali sono organi del comitato relativamente all’esercizio delle attività sportive ricadenti nell’ambito di rispettiva competenza>>. Tale disposizione fece sorgere dunque l’ipotesi che le Federazioni fossero da considerarsi pubblicamente rilevanti solo per quanto riguarda quelle attività che rientrano nell’ambito del C.O.N.I.. In tal senso si espresse la maggior parte della dottrina, come Caprioli, secondo il quale la definizione di <<organi>> è <<sicuramente inadeguata a definire la relazione giuridica esistente tra le Federazioni ed il Comitato Olimpico Nazionale 3 >>. Secondo tale impostazione, il termine <<organi>> è usato in modo improprio dal legislatore, pertanto le Federazioni non sarebbero altro che delle associazioni di natura privatistica sottoposte al potere di controllo e di indirizzo da parte del Comitato Olimpico. Se da un lato la dottrina prevalente era indirizzata verso una concezione di tipo privatistico delle Federazioni, lo stesso non si poteva dire della giurisprudenza, la quale ha manifestato una maggiore propensione nell’interpretazione letterale dell’articolo 5 della legge 426/42. In merito, è eloquente la posizione della Cassazione 4 : L’elemento discriminante, per individuare il limite tra le due funzioni svolte dalle federazioni (da cui deriva il criterio di riparto di giurisdizione) è quello della natura dell’attività svolta: a) in caso di applicazione di norme che attengono alla vita interna della federazione ed ai rapporti tra società sportive e tra le società stesse e gli sportivi professionisti, le federazioni operano come associazioni di diritto privato; b) quando invece l’attività è finalizzata alla realizzazione di interessi fondamentali ed istituzionali dell'attività sportiva, devono essere considerate organi del C.O.N.I. Solo gli atti di quest'ultimo tipo posti in essere dalle federazioni in qualità di organi del C.O.N.I. sono esplicazione di poteri pubblici, partecipano della natura pubblicistica e sono soggetti alla giurisdizione del giudice amministrativo allorché incidano su posizioni di interesse legittimo. La soluzione più seguita nelle sentenze dunque fu quella di qualificare le Federazioni come organi del C.O.N.I. nel senso proprio del termine, attribuendo così ad esse la personalità di diritto pubblico, assoggettandole alla giurisdizione del giudice 2 Art. 2, comma 2 DPR 2 Agosto 1974 n°230 3 Caprioli, Le Federazioni Sportive Nazionali tra diritto pubblico e privato, in Diritto e Giurisprudenza, 1989 4 Cassazione Sezione Unite, 275/1979 e Consiglio di Stato, sezione sesta, 1050/1995 5
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Informazioni tesi

  Autore: Giuseppe Monni
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Aziendale
  Relatore: Alessandro Spano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 42

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