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L'azione sociale ambientalmente corretta: il caso della separazione dei rifiuti a Lipsia ed a Trento

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12 Il terzo passo è ora l’impegnativa definizione parallela di comprendere e spiegare e delle loro diverse forme. “Compito di una analisi del comprendere è di distinguere le varie forme di comprendere e di dare i criteri secondo i quali un comprendere è di un tipo o dell’altro.” 44 In questo contesto ci interessiamo solo al comprendere teorico, non pratico; 45 il primo si differenzia in diverse forme, 46 delle quali ci limitiamo a trattare solo le cinque principali. In sociologia (a partire da Wilhelm Dilthey, Wilhelm Windelband e poi Weber) si è lungamente discusso sulla differenza tra spiegare e comprendere: tra i due concetti non vi è però contrapposizione: 47 il contrasto può essere infatti eliminato evidenziandone la reciproca e necessaria dipendenza. “Il criterio generale perché qualcuno ha compreso qualche cosa, è che lo sappia spiegare.” 48 Per cui alle forme del comprendere corrispondo le rispettive forme di spiegare: parliamo di spiegazione e comprendere causale, razionale, intenzionale, genetica, funzionale. Comprendere (spiegare) causale. “Noi comprendiamo perché un evento si è verificato, quando riconosciamo le sue cause 49 ”. Comprendere (spiegare) razionale. “Noi comprendiamo poiché qualcuno fa qualche cosa, quando riconosciamo che ciò è razionale nel senso delle sue convinzioni e preferenze oppure quando veniamo a conoscenza dei motivi 50 della sua azione” 51 . Comprendere (spiegare) intenzionale. “Noi comprendiamo le intenzioni o i fini, che qualcuno con una azione persegue, quando conosciamo, che cose egli con ciò vuole raggiungere” 52 . 44 F. v. Kutschera, 1981, p. 86 45 Se io comprendo come funziona il mio apriscatole, allora ho raggiunto una comprensione pratica, di cui però qui non ci interessiamo. 46 Cfr. ad esempio Wolfgan Stegmueller, 1969, pp. 72-90. 47 Più precisamente non vi è contrapposizione tra lo spiegare ed il comprendere scientifico. Il comprendere empatico ed esperienziale, di cui parla Dilthey non si lascia tradurre in precise affermazioni scientifiche, né è dominio esclusivo delle scienze umane, non contribuendo con ciò a fondare una distinzione scienze della natura - dello spirito molto dubbia. 48 F. v. Kutschera, 1981, p. 86. Lo stesso concetto è espresso nella citazione di Coleman in inizio di capitolo. Cfr. anche H. Esser, 1991a. 49 F. v. Kutschera, 1981, p. 81. Il concetto di causa è molto controverso ed è probabilmente illusorio pensare di contenere tutte le possibili accezioni che ne diamo in un unica definizione. Sembra comunque corretto porlo in relazione a quello di leggi naturali. Queste sono enunciati veri sotto forma di leggi. Le scienze naturali hanno il compito autonomo di definire quali di queste leggi siano vere e quali false. La ricerca logica invece quella di definire che cosa siano enunciati in forma di leggi. Una proposizione della forma “Ogni F è G ha solo allora forma di legge, quando per oggetti a, che non sono F, vale la proposizione ipotetica irreale Fosse a un F, allora anche un G” [F. v. Kutschera, 1981, p. 98] Leggi causali sono un tipo particolare di leggi naturali. Per cui un evento p è causa di un evento q, e q è l’effetto di p, quando esiste una spiegazione causale di p grazie a q. Questa definizione di causa esclude cause modali, pur frequenti nel linguaggio naturale, e non è per niente probabilistica. Per una teoria modale della causalità cfr. F. v. Kutschera, 1993, p. 40 ss.. 50 Come motivi di una azione si indica di solito ciò che ha mosso l’agente, cioè ciò che nelle sue riflessioni ha dato il colpo decisivo. Preferenze e ipotesi di un attore si possono definire in modo generale solo possibili motivi di una azione. Esse sono motivi reali solo in quanto effettivamente sono state prese in considerazione dall’attore. Informazioni che conducono alla decisione dell’azione, possono essere allo stesso modo qualificate come motivi. 51 F. v. Kutschera, 1981, p. 81. 52 F. v. Kutschera, 1981, p. 81.
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L'azione sociale ambientalmente corretta: il caso della separazione dei rifiuti a Lipsia ed a Trento

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Informazioni tesi

  Autore: Giacomo Gubert
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1997-98
  Università: Università degli Studi di Trento
  Facoltà: Sociologia
  Corso: Sociologia
  Relatore: Gabriele Pollini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 233

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Parole chiave

ambiente
azione sociale
lipsia
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