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Il potere di sollevare un conflitto interorganico come potere esauribile ''uno actu''. Il caso della sentenza n°116 del 2003 della corte costituzionale

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La nostra Corte costituzionale non fa eccezione a questa prassi, e, infatti, ai sensi dell'articolo 134 Cost. :«La Corte giudica sui conflitti di attribuzioni tra i poteri dello Stato e su quelli tra lo Stato e le Regioni, e tra le Regioni» Al fine di rendere più esauriente il discorso, è necessario prendere in considerazione anche un altro riferimento normativo, e cioè quello di cui all'articolo 37 della l. 87/1953, che, riguardo al primo tipo di conflitti in analisi enuncia due principi fondamentali. Anzitutto questi possono sorgere solo tra «organi competenti a dichiarare definitivamente la volontà dei poteri cui appartengono», e, inoltre, hanno ad oggetto «la delimitazione della sfera di attribuzioni determinate per i vari poteri da norme costituzionali». Disposizioni queste che hanno suscitato numerosi problemi interpretativi sul piano applicativo, e che occorre esaminare per una maggiore comprensione della materia. Nel capitolo iniziale di questo lavoro intendiamo soffermarci, sia pure in un'ottica generale, sui diversi aspetti che riguardano il conflitto interorganico 2 , e il giudizio su di esso, nel tentativo di comprenderne gli elementi essenziali, quali l'oggetto, la funzione, le norme c.d. parametro alla stregua delle quali può sorgere lo stesso, dedicando una particolare attenzione al profilo soggettivo, che richiede un'indagine, anche storica, di particolare interesse 3 . Il profilo soggettivo Il combinato disposto costituzionale-legislativo (art. 134 Cost., art. 37 l. 87/1953) genera dubbi interpretativi soprattutto per quanto concerne l'esatta individuazione dei soggetti legittimati a sollevare il conflitto dinanzi alla Corte, considerata l'assoluta indeterminatezza del significato del termine «poteri». Già in sede di Assemblea Costituente era incerto se questa espressione dovesse richiamare il significato di potere secondo il tradizionale principio della separazione dei poteri di derivazione montesquieviana (che distingueva i poteri in legislativo, esecutivo e giudiziario, ciascuno dei quali era inteso come complesso di organi, tra i quali si pensava distribuita la funzione di cui il complesso stesso è titolare), ovvero con esso si dovesse intendere qualcosa di diverso e di nuovo. 2 Così definito per distinguerlo da quello tra Stato e Regioni (anche detto intersoggettivo). 3 Ci occuperemo in separata sede degli aspetti che riguardano i profili processuali dell'istituto. 6
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Informazioni tesi

  Autore: Daniele Stavolo
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Scienze giuridiche
  Relatore: Paolo Carnevale
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 59

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Parole chiave

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art. 68 primo comma costituzione
conflitti di attribuzioni
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