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Le traduzioni italiane di Le Dindon di Georges Feydeau

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5 Dindon, pièce nella quale Feydeau riscopre le qualità di Un fil à la patte e le esalta portandole a un livello di quasi perfezione. La storia del dongiovanni accanito che insegue la sua “preda” fino dentro casa per poi scoprire che si tratta della moglie di un suo caro amico è realistica e ha un risvolto tragicomico nel momento in cui il personaggio si intestardisce nel voler conquistare a ogni costo quella donna e coinvolge tutti nelle sue peripezie, fino a restare vittima del piano che lui stesso ha orchestrato. Questa volta l‟autore approfondisce ulteriormente il tema del matrimonio e della fedeltà coniugale, come viene concepita dalla donna e dall‟uomo e anche come viene vista nella vecchiaia, senza per questo tralasciare la satira sociale che ormai è parte integrante del suo teatro. L‟opera più celebre di Feydeau resta comunque La Dame de Chez Maxim (1899) in cui l‟autore riesce a mettere in scena un meccanismo praticamente perfetto dove tutto, persino i quiproquo, trova una sua spiegazione e giustificazione e dove non mancano le invenzioni geniali come la “poltrona estatica” che sarà all‟origine di una richiesta di risarcimento danni da parte del professor Moutier, realmente esistente, citato da Feydeau nella commedia come suo ipotetico inventore. La Dame de Chez Maxim diventerà il simbolo della vita parigina di inizio secolo e il personaggio della Môme Crevette, la cocotte di buon cuore, farà storia. Negli anni successivi la produzione teatrale dell‟autore vedrà alternarsi commedie in tre o quattro atti come La main passe (1904), La puce à l’oreille (1907), Occupe-toi d’Amélie (1908) e atti unici come Feu la mère de Madame (1908), On purge Bébé (1910), Léonie est en avance (1911), Mais ne te promène donc pas toute nue (1912), Hortense a dit “Je m’en fous” (1916). Questi ultimi si ispireranno alla sua vita coniugale e avranno per protagonisti mogli autoritarie e mariti ridotti a vittime. Nel 1918, colpito da una grave malattia venerea molto difficile da curare all‟epoca, Georges Feydeau verrà ricoverato in una casa di riposo di Rueil-Malmaison dove morirà nel 1921. Individuo profondamente malinconico e riservato, incline ad ascoltare piuttosto che parlare, Feydeau era apprezzato dai suoi amici, tra i quali Guitry, Rostand e Peter, soprattutto per la sua abilità nel descrivere alla perfezione le persone attraverso boutades diventate celebri. Regista instancabile e di una pignoleria quasi maniacale, ha sempre sofferto per il fatto di non essere considerato un autore serio, consapevole che né l‟Académie Française né la Comédie- Française l‟avrebbero mai accolto all‟epoca. Trascorreva le serate da chez Maxim’s, dove aveva un tavolo riservato a vita, e rientrava a casa solo verso le quattro del mattino dopo lunghe passeggiate solitarie che gli permettevano anche di osservare la vita notturna della città. Appassionato d‟arte, collezionerà le opere dei più grandi maestri: Cézanne, Monet,

Anteprima della Tesi di Annamaria Martinolli

Anteprima della tesi: Le traduzioni italiane di Le Dindon di Georges Feydeau, Pagina 5

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scuola sup. di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori

Autore: Annamaria Martinolli Contatta »

Composta da 89 pagine.

 

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