La prova scientifica (il test del DNA). Coercibilità dei prelievi dal corpo umano ed utilizzabilità dei risultati a fini probatori.

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quantità di materiale biologico ben conservato. Tale tecnica viene ancora oggi utilizzata per le indagini di paternità (non più per l’identificazione di persone 29 ) dove attraverso il prelievo ematico sono rispettate al meglio queste esigenze, mentre è di poca utilità negli accertamenti di traccia tipici delle investigazioni operate sul luogo del delitto ove le tracce utili per gli accertamenti vengono prelevate in condizioni difficili e le quantità sono scarsissime 30 . Il limite della tecnica del Southern Blot è quindi rappresentato dalla necessità che i campioni da analizzare siano abbondanti e tenuti in buone condizioni. Nella seconda metà degli anni ottanta, alcuni ricercatori stavano lavorando per risolvere questi inconvenienti che di fatto rendevano non sempre attendibili i risultati. Nel 1985 fu messa a punto la rivoluzionaria tecnica della “reazione a catena della polimerasi 31 ” (PCR 32 ), che consente di amplificare in modo semplice e riproducibile tratti specifici di DNA e ottenerne un gran numero di copie a partire da minime quantità di materiale biologico. Ciò ha come conseguenza il fatto che possono essere analizzati tutti i campioni biologici appartenenti ad un individuo o raccolti, per esempio, sulla scena del crimine: liquidi biologici come urina, saliva (depositata anche su mozziconi di sigaretta), tracce di sangue (presenti anche su abiti lavati) ecc. Questa tecnica consente inoltre di ottenere spesso risultati positivi anche nel caso in cui il DNA sia degradato per cattive condizioni di conservazione della traccia 33 . Sembra opportuno evidenziare come il campo di applicazione del test del DNA sia molto ampio consentendo ad esempio di accertare la paternità nelle 29 Cfr: D’Auria - Piccinini, Note sull’utilizzo della prova del DNA nel processo penale. Spunti dall’esperienza giudiziaria milanese, in Foro Ambrosiano, 2001, fasc. 4, pag 540. 30 Ricci, DNA e Crimine, Roma, 2001, pag 55. 31 Cfr: Mullis & Faloona, Specific synthesis of DNA in vitro via polymerase-catalyzed chain reaction, in Methods Enzymol, 1987, vol 155, pag. 335. Cfr: Dallapiccola, Novelli, Spinella. PCR DNA typing for forensics, in Nature, 1991, vol. 354, pag 179. 32 PCR sta per “Polymerase Chain Reaction”, fu inventata da Kary Mullis nel 1985, ed è una tecnica utilizzata ancora oggi. Cfr: Strachan, Genetica Umana Molecolare, 1° ed., Torino, 1997, pag 129. 33 Cfr: Cap. II, Paragrafo 2.4, Limiti del test del DNA F.Fini La prova scientifica. Coercibilita’ dei prelievi dal corpo umano ed utilizzabilita’ dei risultati a fini probatori.

Anteprima della Tesi di Filippo Fini

Anteprima della tesi: La prova scientifica (il test del DNA). Coercibilità dei prelievi dal corpo umano ed utilizzabilità dei risultati a fini probatori., Pagina 10

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Filippo Fini Contatta »

Composta da 113 pagine.

 

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