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Lingua e identità. Il caso altoatesino.

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ripetizione di ciò che è accaduto. Utilizzando le parole di Fanon nel suo libro I dannati della terra, “il colonizzato è un perseguitato, che sogna continuamente di diventare persecutore” (cit. in Baur 2000, p.110). 1.2.2 L’Opzione La colonizzazione violenta condotta dai fascisti ha come effetto quello di far crescere nel gruppo linguistico tedesco un sentimento di patriottismo, un sentimento di appartenenza alla nazione tedesca. Questo nazionalismo si acuisce con l’avvicinamento dell’Italia fascista di Mussolini alla Germania nazista di Hitler e, in modo particolare, dopo l’Anschluss, ovvero l’annessione dell’Austria al Terzo Reich nel 1938. In Alto Adige la maggioranza della popolazione tedesca vede con speranza l’avvicinamento di Hitler al Brennero e quindi la possibile annessione alla Germania. Tuttavia, l’unico interesse del dittatore tedesco è quello di ottenere l’appoggio di Mussolini come alleato e, di conseguenza, egli rinuncia a qualsiasi rivendicazione sul Tirolo del sud, favorendo così le aspettative nazionalistiche italiane per una definitiva soluzione del problema delle minoranze linguistiche in Italia. Il 23 giugno del 1939 viene firmato a Berlino l’accordo riguardante il trasferimento dei Sudtirolesi nel Reich, ovvero la “libera” possibilità di scegliere (optare) entro il 31/12/39 se rimanere nell’Italia fascista con l’obbligo di essere fedeli al Duce o espatriare nella Germania nazista. La falsa alternativa davanti alla quale la gente viene posta è “restare tedeschi o diventare italiani”; in realtà l’unico intento di Mussolini è quello raggiungere una specie di pulizia etnica e liberare il territorio per gli immigrati del sud e, d’altra parte, Hitler mira ad ottenere forza lavoro a basso prezzo che avrebbe occupato i territori appena conquistati, come i Sudeti, la Polonia e la Crimea. La popolazione si divide così tra i “Dableiber”, coloro che vogliono rimanere fedeli alla loro patria, e gli “Optanti”, coloro che optano per il trasferimento nel Terzo Reich. In particolare, quest’ultimi cercano di intimidire con la violenza coloro che vogliono restare nella loro terra incendiando fienili e granai, ammazzando i cani, spaccando, vetri, insozzando le case (Baur 2000, p.112). I “Dableiber”, pur di rimanere, fanno riferimento al legame tra vivi e caduti che riposano nei cimiteri, alle meraviglie della primavera sudtirolese con i rossi gerani in fiore, i cosiddetti brennende Liebe (“amore adente”) che diventano simbolo del vincolo con la propria terra. Gli “Optanti” vengono conseguentemente accusati duramente e considerati traditori poiché hanno abbandonato la loro patria lasciandola agli italiani; in modo dispregiativo vengono definiti “Katzelmacher”, un equivalente del nostro “terroni”, e considerati come un pericolo (Roli 8
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Lingua e identità. Il caso altoatesino.

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Informazioni tesi

  Autore: Cristina Caiti
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lingue e culture moderne
  Relatore: Augusto Carli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 101

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