L'emigrazione calabrese (1880-1914): i problemi, i protagonisti, la stampa

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Il dramma della partenza si prolungava dopo l’arrivo, sia in America  Settentrionale sia in America Latina. Gli emigrati vivevano ammassati negli  slums  delle  grandi  città  statunitensi  ed  erano  impiegati  in  condizioni  disumane nei cantieri per  le metropolitane sotterranee e per  le  ferrovie.  Oppure,  erano  dispersi  in  Sudamerica,  nelle  immense  campagne  e  impegnati in lavori di dissodamento e coltivazione, senza orario di lavoro,  senza poter contrattare la paga.   Passando  dall’emigrazione  italiana  a  quella  specifica  calabrese,  notiamo molte affinità con il fenomeno nazionale e altrettante differenze,  ma  il  dato  che  colpisce  di  più  è  il  ritardo  con  cui  in  Calabria  e  nel  Mezzogiorno  si  cominciò  a  emigrare  rispetto  al  resto  d’Italia. Nel  resto  d’Italia,  l’emigrazione  ha  avuto  inizio  in  forma massiccia  già  attorno  al  1860, mentre sono dovuti trascorrere ancora vent’anni perché in Calabria  il  fenomeno  acquistasse  una  certa  rilevanza.  Prima  di  occuparci  dell’emigrazione  calabrese,  è necessario, però,  tracciare  le  linee,  seppur  brevi, della storia di questa complessa regione per capire fino  in fondo  le  ragioni che stanno alla base dell’emigrazione.  8

Anteprima della Tesi di Rossana Longobucco

Anteprima della tesi: L'emigrazione calabrese (1880-1914): i problemi, i protagonisti, la stampa, Pagina 8

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Rossana Longobucco Contatta »

Composta da 322 pagine.

 

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