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La posizione schizo-paranoide: un caso di psicosi

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La posizione schizo-paranoide e un caso di psicosi 5 questi luoghi di contenzione, oltre ai malati psichici si potevano trovare mendicanti, vagabondi, eretici, disoccupati, libertini, donne di facili costumi, ladri, criminali, alcolisti, ecc. Di fatto, in questi ospizi non veniva offerta alcuna cura, alcuna assistenza: i detenuti erano anzi picchiati o frustati molto spesso. Fu solo nel XVII secolo che i malati psichici, per la prima volta dopo il Medio Evo, furono riconosciuti come tali e la psichiatria fu considerata una scienza medica, completamente libera dai ganci della religione. Tuttavia, la malattia mentale era ancora considerata inguaribile, progressiva e, soprattutto, incomprensibile. Il medico francese Philippe Pinel (1745-1826), direttore di uno di questi ospizi, cominciò a distinguere i malati mentali dai poveri, i vagabondi e gli emarginati, cui prima venivano assimilati. Pinel riconobbe la follia come una malattia del corpo e definì cinque malattie mentali: la malinconia, la mania senza delirio, la mania con delirio, la demenza e l'idiotismo (Pinel, La mania: trattato medico-filosofico sull'alienazione mentale). Per il medico francese il folle era un individuo incapace di padroneggiare i propri istinti: egli sosteneva che la cura del malato mentale era possibile solo in un luogo strutturato, al di fuori di influenze esterne e con la presenza costante di un medico che seguisse l'evoluzione della malattia. La cura divenne di fatto l'internamento, gli strumenti terapeutici utilizzati per ricondurre questi malati alla “normalità” furono particolarmente traumatici, volti a provocare uno shock: in queste strutture erano comuni docce ghiacciate, diete sbilanciate, isolamento e contenzione fisica, purghe, salassi, oppio, ecc. Rilevante fu l'opera di Charcot (1825-1893), che presso la Salpetrière di Parigi curava pazienti isterici tramite ipnosi. Nel 1885 Jean Martin Charcot accolse fra i suoi allievi anche Sigmund Freud (1856-1939), che era andato a Parigi con una borsa di studio per imparare la tecnica dell'ipnosi, con la quale poter curare le malattie mentali. Nel Dictionnaire Encyclopédique des Sciences Médicales, 1877, non figura il termine di psicosi, bensì quello di “folie” (pazzia). Jules Cotard, autore dell'articolo, riserva il termine di “folie” alle turbe psichiche sviluppatesi nei soggetti la cui intelligenza era precedentemente sana, separandolo così dalla idiozia e dalla imbecillità. I termini pazzia, demenza ed imbecillità costituivano la classificazione primaria della alienazione mentale. All'inizio del Novecento comparvero sulla scena la psicologia e la psicoanalisi, tuttavia continuava ad essere dominante la considerazione del solo aspetto organico della malattia mentale. Dato che il paziente veniva considerato irrecuperabile, in quanto condannato da un danno cerebrale, gli si precludeva qualsiasi possibilità di riabilitazione.
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La posizione schizo-paranoide: un caso di psicosi

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Informazioni tesi

  Autore: Elena Favole
  Tipo: Tesi di Specializzazione/Perfezionamento
Specializzazione in Tesi di specializzazione del II anno di corso in Psicoterapia Psicoanalitica
Anno: 2008
Docente/Relatore: Claudio dott. Grasso
Istituito da: Istituto di Psicoterapia Psicoanalitica
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 32

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Parole chiave

angoscia persecutoria
casi clinici
identificazione proiettiva
intoiezione
melanie klein
posizione schizo-paranoide
proiezione
psicosi
scissione
storia della follia
teoria delle relazioni oggettuali

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