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La politica estera dell'Unione Sovietica e il XX Congresso del PCUS

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e del suo modello (attraverso la direzione del Cominform 8 o dell’Internazionale socialista). Una prima applicazione di tale principio si realizzò con la Jugoslavia di Tito, che per primo aveva osato proporre una soluzione del genere. Si venne a creare quindi una nuova base per accordi di cooperazione non solo tra gli Stati dell’Europa dell’Est, ma anche con i Partiti Comunisti dell’Europa occidentale. Krusciov sostenne inoltre che il socialismo poteva affermarsi anche attraverso“mezzi parlamentari”, ritenendo che l’esempio delle democrazie popolari dell’Est Europa potesse spingere i lavoratori a unirsi e conquistare la maggioranza parlamentare in numerosi Stati capitalisti. Però “qualunque sia il mezzo di transizione al socialismo, il fattore indispensabile e decisivo è che la direzione politica della classe operaia sia guidata dalla propria avanguardia”(ossia i Partiti Comunisti). 9 Si trattava di una novità assoluta che apriva scenari del tutto impensabili fino a pochi anni prima. Togliatti ne rimase particolarmente soddisfatto e la prese come un riconoscimento della sua linea politica. Aveva sempre dichiarato che in Italia non si sarebbe fatto come in Russia, e che la via parlamentare era la sola percorribile. In pratica si spianava la strada ad accordi con i Partiti socialisti e socialdemocratici. Tuttavia è legittimo credere che dietro questa facciata di apertura vi fossero motivi non soltanto ideologici ma anche, e forse soprattutto, strategici. Per Krusciov diventava una priorità rinsaldare il blocco comunista, alleggerendo la pressione ideologica di Mosca al fine di poter mostrare maggiore forza nel confronto con gli Occidentali. Far rientrare lo scisma titoista e riconoscere la validità delle sue posizioni spuntava le armi in mano agli avversari, e al tempo stesso consentiva al PCUS di continuare a esercitare un ruolo guida all’interno del movimento comunista mondiale. Si trattava di una condizione irrinunciabile: ammettere la molteplicità delle vie al socialismo implicava che fratture come quella con Tito non si sarebbero più ripetute con tale gravità. Ma si sarebbe rivelato un auspicio: infatti l’URSS continuò sostanzialmente a dettare la linea politica imponendone il rispetto in modo più o meno forzato. La risposta alla crisi ungherese e il degenerare dei rapporti con la Cina sono la manifestazione dell’insofferenza interna al blocco comunista, derivante sia dalla sostanziale mancanza di libertà, che pesava sulle condizioni di vita delle popolazioni, sia dalla preminenza degli interessi di Mosca rispetto a quelli degli altri partner, che pesavano sui Governi costretti a subordinare politica economica e politica estera alle esigenze sovietiche. 8 Organismo creato nel 1943 per coordinare gli sforzi dei vari Partiti Comunisti nella lotta per il potere. Sostituiva il defunto Comintern, sciolto nel 1943. 9 N. N. Petro - A. Z. Rubinstein - Russian foreign policy - from Empire to Nation-State – Longman Inc. 1997, p.73 5
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Informazioni tesi

  Autore: Mauro Campus
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Gianluca Borzoni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 33

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