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La valorizzazione dei prodotti tipici. Le potenzialità e gli strumenti a sostegno del comparto nel Sannio

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5 INTRODUZIONE Il sistema agroalimentare è il secondo settore manifatturiero in Italia e in Europa, in termini di creazione di Valore Aggiunto (VA), dopo il metalmeccanico, referenziandosi come un fattore di traino dell’economia. L’Italia è il quarto Paese, fra i quindici dell’UE per addetti e fatturato del settore. L’analisi delle componenti dell’agroalimentare italiano vede prevalere il comparto della distribuzione in un forte sbilanciamento del VA raggiunto dagli intermediari della commercializzazione, che si aggira intorno al 30% della ricchezza complessivamente prodotta dal sistema, spesso a scapito di un comparto agricolo che fatica ad imporre la propria posizione contrattuale ai suoi interlocutori. La “fetta” di Valore Aggiunto prodotto dalla distribuzione, infatti, è pari a quella dell’industria alimentare e dell’agricoltura messe insieme, ma mentre la prima vive uno dei suoi massimi momenti di splendore, la seconda vede ridursi man mano i margini di competitività e redditività. Nonostante stia diminuendo la parte di potere d’acquisto destinata dai consumatori ai prodotti di genere alimentare (il cui trend di vendite è ormai assestato su livelli di stabilità e non di crescita), l’industria alimentare può contare su una forte ricettività dei mercati, soprattutto esteri. Ciò è oltremodo dimostrato sia dal boom dei cosiddetti prodotti “differenziati”, che puntano a soddisfare i bisogni più evoluti, sia dal giro d’affari del fenomeno noto come “agropirateria” (imitazione del Made in Italy alimentare), che nel 2006 arriverà a sforare la soglia dei 110 miliardi di euro. Tutto questo indica la portata di un potenziale bacino di utenza che, se “educato” all’acquisto di prodotti garantiti e preso ad obiettivo di adeguate strategie di promozione da parte dei produttori italiani, può rappresentare un volano ulteriore di sviluppo per il nostro sistema agroalimentare, e dunque, per l’economia del Paese. Da qui, l’importanza della diversificazione dei prodotti, sia per potenziarne il mercato di riferimento, sia per togliere l’agricoltura italiana dall’impasse di dover competere, in regime di globalizzazione, con quei Paesi che nella produzione delle semplici commodities agricole godono di vantaggi legati ai bassi costi di manodopera, e che sono ormai considerati gli unici in grado di operare in un comparto caratterizzato da un livello di reddito eccessivamente basso. Differenziare vuol dire allora contraddistinguere, valorizzare i prodotti, realizzandoli con metodi biologici, a lotta integrata, fino ad arrivare ai "prodotti tipici", al tempo stesso parte
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La valorizzazione dei prodotti tipici. Le potenzialità e gli strumenti a sostegno del comparto nel Sannio

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Informazioni tesi

  Autore: Maria Elena Napodano
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Salerno
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Ornella  Malandrino
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 118

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