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Organizzazione del lavoro nelle proprietà rurali in età Imperiale (con particolare attenzione al personale epigraficamente attestato in Puglia)

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17 fondo; suo collaboratore era il monitor; il magister officiorum era una sorta di “caposquadra” 52 . Risulta particolarmente ampia la gamma degli schiavi specializzati occupati nei lavori agricoli, nelle attività artigianali o al servizio del personale. Uno stesso schiavo, il più delle volte, doveva partecipare a diversi processi produttivi, poiché mantenere degli schiavi che sapessero solamente mietere o falciare sarebbe stato estremamente svantaggioso 53 . Nelle tenute più grandi i servi erano divisi in decuriae. Altre figure presenti erano: i saltuarii, cui compito era la sorveglianza del fondo, il topiarius e l’hortolanus, schiavi “dirigenti” che si occupavano delle colture specializzate; strictores, leguli e torculari erano addetti alla produzione olearia; l’arborator curava il giardinaggio, l’aviarius l’allevamento dei volatili, mentre il vinitor seguiva la coltura delle vigne, ed era anche un aiutante del vilicus. Gli schiavi senza alcuna qualifica figuravano come mancipia fundi 54 . Quando un proprietario terriero non era in grado o non aveva la volontà di coltivare parte delle sue tenute, poteva vendere il terreno, o abbandonarlo. Se desiderava tenerlo sotto il suo controllo, poteva dare in affitto alcuni appezzamenti a degli affittuari (conductores o coloni), dai quali poteva periodicamente riscuotere un affitto in denaro o in natura, prefissato o proporzionale alla totalità della rendita. In tal caso, non aveva alcun diritto di parola circa la gestione dell’attività. L’affittuario poteva anche subaffittare la terra, o coltivarla personalmente, da solo o con l’aiuto di una famiglia rustica. Tale modello viene detto “tenancy” 55 . Un’altra possibilità, di cui disponevano tanto il proprietario quanto il conductor, era quella di incaricare un vilicus di occuparsi della tenuta. 52 Giliberti 1981, p. 87. 53 F. De Robertis, “L’organizzazione e la tecnica produttiva. La forza lavoro e i salari nel mondo romano”, Napoli 1946, p. 28, ha raccolto tutti i riferimenti esistenti nelle diverse fonti alle specializzazioni degli schiavi rurali; Staerman & Trofimova 1975, p. 36. 54 Giliberti 1981, p. 88. 55 Aubert 1994, p. 129.
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Informazioni tesi

  Autore: Anna Paola Carluccio
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Lecce
  Facoltà: Conservazione dei Beni Culturali
  Corso: Beni Archeologici
  Relatore: Pasquale Rosafio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 193

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