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Organizzazione del lavoro nelle proprietà rurali in età Imperiale (con particolare attenzione al personale epigraficamente attestato in Puglia)

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10 Grande importanza rivestiva l’allevamento 32 , distinto in pastio agrestis e pastio villatica 33 . Il pastio agrestis era rivolto a buoi, pecore, maiali, asini, cavalli e animali di servizio, quali muli, cani e schiavi 34 . In Italia meridionale ovini e bovini furono la principale fonte di ricchezza. Il pastio villatica consisteva nell’allevamento più pregiato, destinato ad accontentare le richieste dei lussuosi banchetti cittadini: piccioni, tortore, tordi, oche, anatre, pavoni 35 , lepri, cinghiali, caprioli, daini 36 , lumache, ghiri, pesci d’acqua dolce e salata 37 ; tale tipo di allevamento assicurava guadagni così notevoli che dal I secolo a. C. vi furono ville che fondarono la loro attività esclusivamente su tale produzione 38 . Varrone, nel tentativo di delineare la villa ideale, ci descrive le varie tipologie esistenti nel periodo in cui vive 39 . Stando a Columella, la proprietà ideale doveva avere attorno alla villa, dei campi coltivati con prati, cereali, saliceti e canneti, colline, con piantagioni di olivi e viti, oppure non alberate, per le messi, pascoli per il bestiame, boschi per l’approvvigionamento di legname, cave di pietra per le costruzioni, tutto il necessario per l’autosufficienza. Per rendere un fondo fructuosus, cioè per guadagnare sulla terra, oltre la presenza del padrone in villa, la professionalità della manodopera e la conduzione diligentemente intensiva, occorrevano capitali e volontà di spendere. A questi dovevano accompagnarsi la buona amministrazione e il risparmio, per cui si doveva comprare il meno possibile sul mercato, procurando la sussistenza e i mezzi “gratuitamente” nel settore naturale e patrimoniale del fondo stesso o di altri della stessa proprietà. Era necessario anche saper 32 Carandini 1998, p. 67. 33 Var. 3.2.4. 34 L’allevamento degli schiavi pastori è classificato come allevamento di animali di servizio già nel I a. C. (cfr. Var. 2.1.12); Columella, 1.8, parla anche dell’allevamento degli schiavi agricoltori. 35 Solitamente si allevavano in apposite voliere: cfr. Var., 3.3.1. 36 Per questo tipo di allevamento occorrevano boschi recintati (leporaria), spesso posti vicino alla habitatio dominica della villa: Var. 3.3.2; 3.12.1-2. 37 L’allevamento dei pesci era particolarmente dispendioso, e spesso si rivelava economicamente rovinoso; cfr. Var., 3.3.3. 38 Var., 3.2.15-16; 3.17.3. 39 Var., 3.2.1.
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Organizzazione del lavoro nelle proprietà rurali in età Imperiale (con particolare attenzione al personale epigraficamente attestato in Puglia)

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Informazioni tesi

Autore: Anna Paola Carluccio
Tipo: Tesi di Laurea
Anno: 2004-05
Università: Università degli Studi di Lecce
Facoltà: Conservazione dei Beni Culturali
Corso: Beni Archeologici
Relatore: PasqualeRosafio
Lingua: Italiano
Num. pagine: 193

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