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Problemi biogiuridici dei trapianti di organi

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12 Una mutilazione di una parte dell’organismo era consentita solo per il bene totale dell’individuo. Per quanto riguarda l’ambito penale, l’art. 413 del c.p. sancisce l’illiceità dell’uso illegittimo di cadavere, come il dissezionarlo o utilizzarne parte a scopi scientifici o didattici. Per quanto riguarda il nostro Paese, le principali norme in materia di trapianti e donazioni di organi sono: - la legge del 3 aprile 1957, n°235, la quale autorizza il prelievo da cadavere, delle cornee e dl bulbo oculare, se il soggetto ne ha data autorizzazione. La legge è stata successivamente aggiornata dal D.P.R. del 20/01/61, che ha esteso la possibilità di prelievo ad altre parti di cadavere; -la legge 26 giugno del 1967 n°458 “Modalità di trapianto di rene tra viventi”, che introduce la liceità del prelievo da vivente a scopo terapeutico, limitandolo solo al rene e stabilendo rigidamente la gratuità dell’atto di cessione del rene ( art. 6). La legge si colloca in una logica concessiva ed autorizzativa in quanto costituisce una deroga all’art. 5 del codice civile 14 ; - la legge del 2 aprile 1968, n°519 permette il prelievo di parti di cadavere a scopo di trapianto durante il corso dell’autopsia, tranne che in presenza di un rifiuto espresso in vita dal defunto. Le sedi del prelievo sono ampliate, quindi non solo le sedi universitarie, ma anche gli ospedali civili e militari, gli istituti di cura privati e gli obitori sono considerati idonei a consentire tale tipo di operazioni; 14 F. MANTOVANI, Trapianti, in Novissimo Digesto italiano, appendice VIII, Utet, Torino, 1997.
Anteprima della tesi: Problemi biogiuridici dei trapianti di organi, Pagina 9

Indice dalla tesi:

Problemi biogiuridici dei trapianti di organi

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Informazioni tesi

Autore: Maria Rando
Tipo: Laurea liv.I
Anno: 2006-07
Università: Libera Univ. degli Studi Maria SS.Assunta-(LUMSA) di Roma
Facoltà: Giurisprudenza
Corso: Scienze giuridiche
Relatore: LauraPalazzani
Lingua: Italiano
Num. pagine: 95

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